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Recensioni Remeber The Fallen Venom - Cast In Stone
 

Venom - Cast In Stone Venom - Cast In Stone

Venom - Cast In Stone

info

Band
Titolo
Cast In Stone
Etichetta
Anno
Durata
26 minuti (CD 1) / 28 minuti (CD 2) / 32 minuti (CD 3)
Nazionalità
Formazione
Cronos - Vocals, Bass
Mantas - Guitars, Vocals (Backing)
Abaddon - Drums, Samples
Tracklist
- CD 1:
1. The Evil One
2. Raised In Hell
3. All Devils Eve
4. Bleeding
5. Destroyed & Damned
6. Domus Mundi
7. Flight Of The Hydra

- CD 2:
1. God's Forsaken
2. Mortals
3. Infectious
4. Kings Of Evil
5. You're All Gonna Die
6. Judgement Day
7. Swarm

- CD 3:
1. Intro
2. Bloodlust
3. Die Hard
4. Acid Queen
5. Burstin' Out
6. Warhead
7. Ladylust
8. Manitou
9. Rip Ride
10. Venom
Voto
7
Scritta da
Psychotron

1997: Fuga Da New York, ma anche il ritorno dei Venom nella formazione storica, quella dei temibili "Welcome To Hell" e "Black Metal", album che hanno contribuito a definire il significato di metal estremo e che hanno aggiunto una ulteriore sfumature alle mille facce della nwobhm.

Il marchio Venom veniva da un album non proprio entusiasmante ("The Waste Lands", con Tony Dolan), e più in generale il periodo di appannamento andava avanti già da un po'. Aggiungeteci che gli anni '90 non sono stati facili per nessuno in ambito heavy rock (a patto di non venire da Seattle e sfondarsi di eroina). Coraggiosamente e ambiziosamente i Venom decidono di provare a sotterrare l'ascia di guerra che li aveva visti divisi da oltre due lustri e di rinverdire la leggenda che li accompagnava dal 1980, anno del loro primissimo demotape "Demon". Il risultato fu "Cast In Stone", un lavoro che sul momento non fece raccogliere grandissimi consensi al gruppo, e che oggettivamente non poteva certo saziare chi aveva ancora negli orecchi la mitica triade discografica data in pasto alle masse tra l'81 e l'84. Tuttavia il nono album ufficiale dei Venom - col senno di poi - andrebbe sicuramente rivalutato e collocato al suo giusto posto. Si è trattato di un passaggio discografico con luci e ombre, ma complessivamente positivo a mio giudizio, vuoi perché migliorò e di molto il sound di una band spompata e stanca da almeno un paio di release, vuoi perché il fascino di riassapoirare il tocco dei tre "veri" Venom all'opera sugli strumenti era impagabile, vuoi anche perché il materiale aveva una sua dignità. Si avverte un po' di ruggine, di legnosità magari (il che era anche fisiologico), e forse il minutaggio complessivo poteva essere maggiormente limato e razionalizzato, ma va anche considerato che tecnicamente i tre erano cresciuti molto ed il livello produttivo era buono. La versione con anesso dischetto pieno di classici ri-registrati arricchiva la pietanza (nel 2007 Sanctuary ha comunque ristampato l'album). Le atmosfere permangono oscure e limacciose (con un tocco rock ad emergere qua e là, ad esempio in "God's Forsaken", e qualche sperimentazione in "Domus Mundi" e "Swarm"), anche se quella ferale malevolenza primitiva che infestava "Welcome To Hell" e "Black Metal" appare in larga parte perduta. Molti (troppi) i mid tempos pachidermici, la band è un po' ferma sulle gambe, ma mostra i muscoli e sa ancora far baccano a colpi di decibel (ad esempio in "Raised In Hell" e "Flight Of The Hydrs"). In definitva, un album rinfrancante per lo stato di forma dei Venom, che avrebbero seriamente potuto dare inizio ad una fase 2 della propria carriera.... ma, come sappiamo, già nel successivo "Resurrection" Abaddon aveva lasciato, e subito dopo fu il turno di Mantas.

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