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Live Live Report We Rock Fest Open Air 2014
 

We Rock Fest Open Air 2014 We Rock Fest Open Air 2014

We Rock Fest Open Air 2014

live

Aprile 25, 2014
Pisano, Zafferana Etnea (CT)
Scritto da
Elio F

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We Rock Fest Open Air 2014
We Rock Fest Open Air 2014
We Rock Fest Open Air 2014
We Rock Fest Open Air 2014
We Rock Fest Open Air 2014
We Rock Fest Open Air 2014

Vero e proprio release party quello che si è tenuto lo scorso 25 aprile a Pisano, presso l’azienda agricola “Il Pigno”, che di solito fa da cornice al festival organizzato dallo staff del We Rock Fest e dedicato alla presentazione di gruppi metal underground ed emergenti. Questa speciale edizione primaverile è stata riservata alla presentazione ufficiale dei nuovi album di tre band: in particolare, si tratta dei Memories Of A Lost Soul, i quali hanno pubblicato “Empty Sphere Requiem”, dei Disasterhate, autori di “Mirroring The Abyss” e degli EpisThemE, i quali hanno presentato il loro primo lavoro, intitolato “Descending Patterns”.

EPISTHEME
I primi ad esibirsi sono stati proprio gli EpisThemE, band catanese formata inizialmente da un’idea di Riccardo Liberti (basso) al quale si sono aggregati poi Daniele Spagnulo (batteria) e Francesco Coluzzi (chitarra), nonché, più recentemente, Enrico Grillo (chitarra) e Luca Correnti (voce). Proprio quest’ultimo (ex Sinoath e Mistura) è la principale novità di questa formazione rispetto alle prime uscite dal vivo, in quanto indubbiamente mette parecchio di suo nell’attuale stile della band. Da evidenziare però l’ottima performance di tutti i membri del gruppo, davvero di buon livello sia dal punto di vista tecnico che in quanto ad affiatamento, segno che si tratta di una band composta da ottimi musicisti, che hanno lavorato parecchio per ottenere un buon amalgama, con risultati senz’altro apprezzabili. “Erase That Frame” e “Nemesis” rappresentano a nostro avviso gli episodi clou di un’esibizione coinvolgente e trascinante per tutta la sua durata.

DISASTERHATE
Più “veterani” i Disasterhate, band per ¾ al femminile, che aveva già pubblicato in passato un EP, l’ottimo “Sacrifice To Eclipse” nel 2008. Sono passati quindi addirittura sei anni prima di poter apprezzare il suo successore, rappresentato dal full-lenght “Mirroring The Abyss”. Come sempre, la performance della band è davvero ipnotica e suggestiva: Reitia e Klaudia si alternano dietro i microfoni e con le chitarre, intervallando passaggi aggressivi con altri più introspettivi, supportati da una sezione ritmica travolgente composta da Eris (basso) e Dan (batteria). La band si muove tra sonorità thrash/death di grande impatto, che trovano il loro culmine in una traccia di ampio respiro quale “The Abyss”. In chiusura, la band ripropone anche due brani tratti dal precedente lavoro: si tratta di “Jupiter Effect”, per il quale viene chiamato sul palco Luca Correnti degli EpisThemE (il quale d’altronde aveva cantato in questo brano sul disco) e “Domina Mundis”.

MEMORIES OF A LOST SOUL
Il gran finale è affidato ai reggini Memories Of A Lost Soul, come sempre capitanati dal cantante/chitarrista Giuseppe “Buzz”. Rispetto alle band che li hanno preceduti, la loro setlist è un po’ più variegata, perché la band preferisce non limitarsi a suonare il nuovo album ma proporre anche altri pezzi. Tra le nuove canzoni viene presentata la bellissima “Destiny Awaits No One” ma il nuovo album, intitolato “Empty Sphere Requiem”, d’altronde, segue dopo addirittura dieci anni il precedente “7 Steps To Nothingness”, per cui la band decide di riprendere anche qualche brano del passato, senza trascurare tuttavia uno sguardo già al futuro, dato che viene presentato persino qualche inedito. Lo stile della band è più vicino ad un tipico melodic death svedese, con una significativa presenza di tastiere: il tutto viene presentato all’insegna della coerenza, annunciata d’altronde da Buzz proprio come il tema portante della serata. Peccato solo che lo stesso non riesca a far a meno in qualche occasione di cadere in luoghi comuni o facili generalizzazioni, come quando, presentando “Staring At God’s Eyes”, altra canzone tratta dal nuovo album, parla di disprezzo, in particolare verso l’intera classe dei preti: sarebbe fin troppo facile ribattere che per gli stessi luoghi comuni i metallari sono tutti satanisti, ma apriremmo una parentesi troppo ampia che ci porterebbe decisamente fuori contesto. Chiudiamo perciò dicendo che si è trattata di una bella serata di festa e che è stato davvero gradevole ascoltare la presentazione di ben tre nuovi album: un’idea che ci è sembrata alquanto originale e chissà che non si possa in futuro ripetere, rendendola magari un appuntamento fisso per quei gruppi che volessero sperimentare quest’esperienza.

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