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Recensioni Leaders Docker's Guild - The Mystic Technocracy (Season 1: The Age Of Ignorance)
 

Docker's Guild - The Mystic Technocracy (Season 1: The Age Of Ignorance) Docker's Guild - The Mystic Technocracy (Season 1: The Age Of Ignorance)

Docker's Guild - The Mystic Technocracy (Season 1: The Age Of Ignorance)

info

Titolo
The Mystic Technocracy (Season 1: The Age Of Ignorance)
Etichetta
Anno
Durata
79 minuti
Nazionalità
Formazione
Douglas R. Docker - Keyboards, Lead Vocals, Backing Vocals, Spoken Voice
Gregg Bissonette - Drums
Magnus Jacobson - Drums
Tony Franklin - Bass
Guthrie Govan - Guitars
Jeff Watson - Rhythm and Lead Guitar, 12-String Guitar

Donald D. Docker - Alto And Tenor Sax, Clarinet, Spoken Voice
John Payne - Lead and Backing Vocals
Goran Edman - Lead and Backing Vocals, Spoken Voice
Tony Mills - Lead and Backing Vocals
Amanda Somerville - Lead and Backing Vocals

Additional Spoken Voices:
Silvana Momigliano on track 4
Touria Nouri on track 4
Andrea Rampa on track 4
Janthana Rodjakkhen on tracks 3, 4
Davide Ronfetto on track 4
Tracklist
1. A Matter Of Energy
2. The Mystic Technocracy
3. Darwin's Tears
4. Norse Cosmogony (Part 1)
5. Norse Cosmogony (Part 2)
6. Judeo-Christian Cosmogony
7. The Divine Comedy
8. Legion Of Aliens
9. Loving The Alien
10. The Gem Of Love
11. The Secret Of DNA (Part 1)
12. Purple Orb
13. The Secret Of DNA (Part 2)
14. Prophecy
15. Black Swans
Voto
9,5
Scritta da
Thiess

Con immenso piacere, dopo aver recensito la prima Demo, ed aver parlato con la mente del project, Douglas, ecco vedere la luce il primo dei previsti cinque capitoli targati Docker's Guild. “The Mystic Technocracy (Season 1: The Age Of Ignorance)” è un viaggio in un mondo sconosciuto, una saga fantascientifica in cui la musica, la tecnica, e la passione si intrecciano. E’ difficile per noi rimanere indifferenti ad una tal quantità di melodia, perizia strumentale, ed idee, incredibilmente amalgamate e rilasciate con un’intensità unica. Prendiamo allora la scuola anni Ottanta, i suoni vintage di un Rock solido ed imbellettato, ed uniamoli con gli arrangiamenti e la genialità di Alan Parson, ed ecco descritta in poche parole questa stupenda realtà. E’ incredibile come, visti i tanti ospiti, i suoni non cadano mai nel vago virtuosismo, regalandoci atmosfere che hanno il sentore di un tiepido abbraccio. Insomma, gusto per le ambientazioni accoglienti, senza perdere di vista l’intensità e la voglia di metterci del proprio. La semplicità con cui tutte le componenti vengono esposte ci lascia senza fiato, proprio per la sensibilità, la delicatezza e l’umiltà con cui ci viene raccontata questa “scoperta”. Partiamo allora per un universo immenso, che sta in ognuno di noi, e nel quale possiamo scoprire aspetti di noi stessi che non conoscevamo. Complimenti sinceri a Douglas per la classe e la capacità di unire Aor, Prog, Space Rock ed elettronica, con un cast d’eccellenza e senza mai lasciarsi andare all’amor proprio.

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