Qualche oltranzista, di quelli che si dichiarano figli dei fiori e della libertà di parola, di certo storcerà beceramente il naso di fronte all’ultima fatica in studio degli Essenz. Tutto questo perché, al di là del gusto personale, vedendo accostati i termini Doom, Stoner e Psichedelia, al Black Metal, alzerà una barriera fatta di tradizione e storia che parte dalla nascita dell’universo ad oggi. Il Big Bang non può allora tener conto della personalità e voglia di esprimersi di un artista, perché tutto nasce dai primi gas intestinali dell’Homo Erectus, e nulla può essere di un colore diverso per il purista del suono. A noi, e agli Essenz, tutto questo non importa, e la loro musica lo dimostra a pieno. Miscela perfetta la loro, che si calibra sulle ambientazioni più sofferte e sperimentali, spostandosi su un vero e proprio rumorismo Ambient, e finendo alle monolitiche cadenze del più classico Doom. “Mundus Numen” ha allora in sé calibrate le emozioni più intime e contrastanti dell’uomo, muovendosi su rigoli di nero spazio colante, ed approdando nel più sabbioso deserto della musica dell’anima. Dissonante ed imprevedibile, il full-lenght è indubbiamente perla di competenza e voglia di metterci del proprio. Ottima sia la produzione che l’emotività che ci arriva, follia allo stato puro in cui ci sentiamo finalmente liberi.






