Quando si riflette sulla Toscana, si pensa alla Maremma (pure maiala), al simpatico accento, all’arte, e alle mille opportunità che possono essere ammirate in una terra che il sottoscritto, ha sempre amato. In questo caso però, parliamo di musica e degli A Small Document. Nonostante la copertina parli di chirurgia da fruttivendoli, i nostri non cuciono pomodori feriti, bensì sono interpreti di un sound veramente particolare. In effetti possiamo pensare ad un miscuglio tra Garage / Psychedelic - di scuola Syd Barret - e di Grunge, follemente e genialmente miscelati per l’occasione. Tutto ciò ci piace, perché dietro alla sofferenza e al male di vivere della scuola Cobaine, possiamo nitidamente ammirare escursioni caleidoscopiche dalle gradazioni infinite. Non serve allora far uso di sostanze stupefacenti per viaggiare con la mente, perché “The New Middle Ages” è il mezzo ideale per tutto ciò. Basta in voi un po’ di sensibilità, e le note vi porteranno in universi paralleli, in cui frutta e verdura hanno pari dignità e diritti. Scherzi a parte, ci emoziona veramente un proposta di questo tipo, non solo perché ci riporta alla mente i moti perpetui della psichedelica essenza, ma perché il tutto viene poi attualizzato. Le melodie intessute sono corpose ed allo stesso tempo sognanti, suoni intensi e poi evanescenti, quasi come se ci trovassimo di fronte a sensazioni sovrapposte e mai dome. Gli A Small Document ci sanno veramente fare, e trovare una realtà made in Italy di tale qualità non può che esaltare l’ascoltatore più esigente ed amante dei tanto cari suoni Garage. Ed ora, tutti in sala operatoria, un San Marzano ci aspetta!






