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venerdì, 03 settembre 2010

 
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Majestic Downfall - Temple Of Guilt

 
Majestic Downfall - Temple Of Guilt

info

Band Majestic Downfall
Titolo Temple Of Guilt
Etichetta My Kingdom Music
Genere doom metal
Anno 2009
Durata 56 minuti
Nazionalità Messico
Formazione Jacobo - Vocals, Guitar, Bass
Porncho - Drums
Pastas - Keyboards
Migueliro - Guitar
Tracklist 1. Temple Of Guilt
2. Unexpected
3. Swallow: Pride
4. Failure
5. Bleeding Sun
Contatti http://www.myspace.com/majesticdownfall
Voto 10
Scritta da Thiess

Immaginate un mare calmo in una notte d’inverno. Immaginate che, in quella tranquillità, un'eco lontano vi colpisca. Immaginate cresca piano piano in voi la paura, mista a stupore ed impotenza. Energia antica, onda che si presenta a voi per tutta la lunghezza dell’orizzonte. Fragore sulle rocce, pietra che si sgretola all’urto di così maestosa energia. L’acqua, il profumo del mare che sale, pioggia che si innalza dal basso verso l’alto quasi sembri andare contro il cielo e le sue regole. Vento che poi soffia leggero. Non vi resta che, ad occhi chiusi, fare un respiro profondo per contemplare nell’anima il ricordo di quelle immagini, di quel vigore. Veemenza che angoscia per armonia ed epica, lavoro nel quale è racchiuso tutto quello che è stato narrato. “Temple Of Guilt” è tutto ciò, nell’intimo più profondo. Disco di purissimo doom metal. Venature death che avanzano con forze tra le linee melodiche che ripercorrono scenari sognanti. Spirituale e crescente spingersi nella coscienza più profonda, intimismo e atmosfere dilanianti e dalla bellezza conturbante. Stupisce la quantità di cambi ritmici, gli assoli di chitarra così taglienti e le accelerazioni ritmiche accompagnate da enfasi e genialità. Intuitività del rappresentare tutto ciò che non sembra esaurirsi in brani così corposi ma che mai per un attimo annoiano o stancano. Questo è il project Majestic Downfall, la cui mente, fondatore (nel 2006) e quasi totale compositore, è il messicano Jacobo (già one man band “Ticket To Hell”). Non si può che rimanerne colpiti ed affascinati. Le influenze sono tante, dalle band più cupe del genere, quali Katatonia, My Dying Bride fino ad arrivare, nella genialità, ai mitici Candlemass. Citare non basta però ad inquadrare “Temple Of Guilt”. Serve tanta voglia di esplorare e “pazienza ad ascoltare” con attenzione. Sapersi lasciar coinvolgere in questo mare di sensi non può che dare gioia, suggestione e in alcuni istanti commozione.

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