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Recensioni Leaders Kill Ritual - The Serpentine’s Ritual
 

Kill Ritual - The Serpentine’s Ritual Kill Ritual - The Serpentine’s Ritual

Kill Ritual - The Serpentine’s Ritual

info

Titolo
The Serpentine’s Ritual
Anno
Durata
57 minuti
Nazionalità
Formazione
Steve Rice - Lead Guitar
Wayne DeVecchi - Drums
Crimson - Vocals
Roberto Proietti - Guitar
Danyael Williams - Bass
Tracklist
1. The Serpentine Ritual
2. Torn Down
3. Time To Kill
4. Ambush
5. Old School Thrasher
6. Coat Of Blood
7. Cold Hard Floor
8. Law Of The Land
9. The Day The World Dies
10. Prisoner Of The Flesh
11. Neighborhood (bonus track)
Voto
9
Scritta da
M.K.M.

Il progetto Kill Ritual nasce nel 2010 dal chitarrista Steve Rice e dal batterista Wayne DeVecchi, entrambi negli Imagika. La loro line up viene completata con l’ingresso di Roberto Proietti (ex Eldritch) alla chitarra, Danyael Williams (Dark Angel) al basso e il cantante Josh Gibson. I cinque debuttano con "The Serpentine Ritual": un concentrato di potenza, dalle sonorità tipicamente thrash con qualche venatura Heavy/Power. La prima traccia dell’album è proprio, l’omonima “The Serpentine Ritual”, caratterizzata da riff esplosivi ed un sound massiccio che precede l’ingresso della voce; quest’ultima aggressiva e potente fa da elemento conclusivo per un brano tipicamente thrash metal. Il riff iniziale viene ripetuto lungo il corso della traccia e si presta bene restando impresso quasi immediatamente, il ritornello non è ne melodico ne orecchiabile, ma i break che lo costituiscono e i riff che concludono i versi lo rendono comunque particolare ed efficace. La successiva "Torn Down" è una traccia molto energica, mi è piaciuta molto la linea vocale, semplice, aggressiva e potente. Un bridge con dei break strategici ci inoltra verso un ritornello più orecchiabile rispetto al precedente. Da sottolineare anche un ottima performance solistica per Steve alla chitarra. "Time To Kill: semplicemente devastante! Una volta entrata la voce…brividi! Il titolo scandito in growl è stato azzeccatissimo, la batteria alternata è una vera mitragliatrice e dà un impatto sonoro veramente potente, seguita a ruota da un basso piuttosto presente ed articolato… Secondo me, è il miglior brano dell’album. "Ambush" ha un intro molto interessante, ma in generale la traccia richiede un po’ più di ascolti, non è immediata e non prende come le altre. Arriviamo a metà album con "Old School Thrasher"; potente, dinamica, insieme alla bonus track "Neighborhood", possiedono intro spettacolare grazie a riff orecchiabili ma contemporaneamente molto energici. Per la prima a colpire principalmente è la batteria, seguita da un refrain potente, per finire con il parlato a metà traccia che da quel qualcosa in più, molto atmosferico devo dire. Anche questo brano, mi piace veramente molto. L’arpeggio di "Coath Of Blood" ci porta verso nuove sonorità in cui una voce pulita, melodica e molto intensa fa da apertura. Questa calma apparente dura brevemente, giri sui tom insieme all’entrata in distorto delle chitarre, spingono in maniera esplosiva e riprendono subito i ritmi iniziali. Anche qui l’assolo mi è piaciuto molto, è ben strutturato e con una successione di note eseguite davvero magistralmente. Intro di batteria per la successiva "Cold Hard Floor", una traccia che, grazie alle dinamica della strofa, mi ha fatto pensare ai Judas Priest. Un bel brano anche questo, che comunque mantiene le caratteristiche dei precedenti, solo più cadenzato e quindi spinge molto a fare l’headbanging. Anche "Law Of The Land" bel giro sui tom, in questo brano la linea vocale raggiunge tonalità più acute, mantenendo una certa precisione nonostante un cantato sporco ed aggressivo. Il tempo iniziale di "The Day The World Dies" mi è piaciuto molto, il ritmo risulta molto convincente. In genere nella traccia ci sono vari cambi di tempo o giri sui tom e comunque le sonorità sono differenti rispetto al resto dell’album. La voce viene mantenuta più bassa e lineare e la traccia più coinvolgente. "Prisoner Of The Flash" rientra tra le tracce riuscite, ha un buon ritmo e prende abbastanza bene, non mi convince la cadenza della voce nelle strofe, ma il ritornello mi piace molto. Sicuramente un ottima prova per i Kill Ritual, in cui velocità, tecnica, potenza ed energia sono le parole che descrivono l’intero album. Per la maggiore, i brani che costituiscono "The Serpentine Ritual", sono veramente potenti e grintosi e costituiscono un album qualitativamente ottimo. Le chitarre sono veramente degne di lode, ogni intro e ogni assolo è stato abilmente eseguito, veramente ben studiato e ben strutturato. I musicisti hanno dato un ottima prova delle loro capacità creative nella composizione e tecniche per quanto riguarda l’esecuzione.

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