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Recensioni Leaders Haven Denied - llusions (Between Truth And Lie)
 

Haven Denied - llusions (Between Truth And Lie) Haven Denied - llusions (Between Truth And Lie)

Haven Denied - llusions (Between Truth And Lie)

info

Titolo
llusions (Between Truth And Lie)
Etichetta
Anno
Durata
44 minuti
Nazionalità
Formazione
Luis Cerqueira - voce
Henrique Pinto - chitarra
Miguel Silva - chitarra
Simão Vilaverde - basso
Ricardo Caldas - batteria
Tracklist
1. Our Lives Are Gone
2. You Are Really A Man
3. Ego Crisis
4. Of Illusions We Will Die
5. Fathers Of The Same Son
6. Mind Rapists
7. Deadly Memories
8. You Used To Like
9. Times Of Waste
10. Terminus
Voto
9
Scritta da
Steve

Finalmente nella storia del metal c’è anche spazio per un Paese periferico come il Portogallo: dalla terra lusitana, e per la precisione da Braga, arrivano gli Haven Denied che, dopo due album fortunati solo al pubblico iberico, tentano ora il grande salto con questo Illusions. Il progetto nasce nel 2000 e giunge a maturazione con questo album dopo molteplici cambi di line up che hanno reso difficile il percorso di formazione della band. Dopo il primo lavoro, più power, e il secondo, più thrash, Illusions si caratterizza per un sound più marcatamente crossover ma con rimandi ad altri generi metal. Album di maturazione, appunto: ecco presentato questo lavoro che, in poche parole, potrebbe essere descritto come un album crossover/thrash con ascendenze progressive e acustiche. L’elemento crossover è sicuramente dominante nel riferimento, a mio giudizio, più importante della band: i brasiliani Sepultura del grande Max Cavalera. I riffs di chitarra rievocano quelli della band carioca, così come i tocchi spettacolari di batteria e, in generale, il tono dei brani. L’elemento vocale è, però, orientato in direzione thrash, con un’alternanza di acuti e scream con prestazioni melodiose e armoniche, nello stile di gruppi come Megadeth (la voce del cantante è alquanto simile a quella del buon Dave Mustaine) e Machine Head. Uno dei pregi della band portoghese è quello di avere un chitarrista in grado di compiere assoli spettacolari (come in "Of illusions We Will Die" o in "Mind Rapists") e di spaziare anche al di fuori della cerchia thrash, come testimoniano i pezzi più riflessivi (Deadly memories), fortemente orientati sulle tonalità più commerciali degli Staind o di certi Dream Theater ma senza l’uso delle tastiere, sostituite da partiture orientaleggianti che proprio al mitico John Petrucci paiono ammiccare. Un caso a parte è il pezzo finale "Terminus" che rievoca molto la fase orientale del buon Joe Satriani, con "Moroccan Sunset". Non mancano anche riferimenti al power, specie nei primi pezzi in cui la voce del cantante si fa acuta e stridula ma senza sbavature, nello stile degli Helloween e degli Iron Maiden, e agli shredders come Marty Friedman (nel finale di "Our Lives Are Gone") o Paul Gilbert (all’inizio di "You Are Really A Man"). Gli Haven Denied, con questo lavoro, intendono presentarsi al grande pubblico come una band completa e in grado di soddisfare le richieste dei fan: ci riescono molto bene grazie a partiture strumentali semplici ma nello stesso tempo virtuose, come testimoniano molti assoli, senza però voler essere ermetici e difficili da comprendere al di fuori della cerchia degli esperti. Sicuramente è grande prova di maturità saper mescolare nello stesso album il Satriani più blues con i Sepultura o con l’influenza di Zakk Wylde, e ciò non è da poco! Questi ragazzi portoghesi meritano sicuramente più spazio e questo album ne è una buona prova. Si spera di poterli sentire presto anche in Italia, magari durante un buon festival estivo!

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