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Marzo 04, 2006
Antella, Firenze (Ministry)
Scritto da
Psychotron

Lo riconosco, un'intervista lapidaria e telegrafica concessa a Stereo Invaders dalle Client mi aveva lasciato inappagato e insoddisfatto. Che le ragazze avessero un rapporto distaccato e arido con pubblico e “addetti ai lavori”? (Benché, ovvio, io appartengo alla prima delle due categorie menzionate ...) La serata del 4 marzo al Ministry fiorentino mi ha fatto rimangiare ogni indecisione, ogni tentennamento. In circa un'oretta, dalle 23:30 alle 00:30 circa, le girls (nel frattempo divenute un trio con l'ingresso di Client E al basso) hanno letteralmente spazzato via ogni possibile preconcetto dando una festa in piena regola sul dancefloor del locale toscano. Abbandonate momentaneamente le uniformi da hostess, Client B alla voce, Client A alle macchine e Client E al basso hanno indossato un pruriginoso abitino in pelle scura, con spalle scoperte, calze a rete, tacco vertigine, immancabile spilla delle aerolinee sul petto. I due album della band, “Client” (2003) e “City” (2004), sono stati saccheggiati abbondantemente, con la riproposizione live di tutte le varie “Radio”, “Come On”, “Overdrive”, “In It For The Money”, “Pornography”, “Down To The Underground”, “Client”, “Rock And Roll Machine”, “Pills”.

Il pubblico accorso per le sue beniamine (i ¾ di Stereo Invaders erano lì!) si è mostrato davvero coinvolto. Parte del mio spettacolo è stato invece funestato da una agitatissima cialtrona che, con sistematicità nazista, ha pestato i miei piedi, mi ha abbattuto ripetutamente a colpi di fianchi, e mi ha infilato dita negli occhi e nelle orecchie ad ogni ritornello (mentre durante le strofe, evidentemente meno interessanti, trascorreva amabilmente il tempo a chiacchierare con il suo compagno dei cavoli propri, riuscendo a coprire il volume dell'esibizione per altro abbastanza morigerato). Le inglesine hanno recitato bene il proprio ruolo sul palco, assumendo inizialmente movenze algide e minimali, pose sobrie, seguendo i ritmi con pochi sensualissimi accenni del corpo, come ci si aspettava; così come qualche timida coreografia si è vista anche quando Client B ha affiancato le due compagne in modo molto ravvicinato, pelle a pelle. Visibilmente compiaciute della risposta partecipata del pubblico (ogni song era cantata da decine di bocche) le ragazze hanno invitato le prime file a salire sul palco durante la performance, e così è stato! E' capitato quindi di assistere ad uno spettacolo piuttosto inusuale per un concerto soprattutto di gruppi esteri, ovvero un clima familiare e disinibito nel quale i fans delle Client danzavano e cantavano insieme alla band on stage, mentre l'autocontrollo delle musiciste andava lentamente sciogliendosi per far posto ad una allegria esternata con maggior spontaneità. Ben tre bis sono stati richiesti alle graziose figliole che, boccia di alcolico alla mano, hanno volentieri concesso quanto invocato dal pubblico.

Terminata la piacevolissima esibizione la direzione del locale ha inondato le casse di musica e con ancora più stupore ho assistito alla corsa di Client A e Client E nuovamente sul palco per ballare sfrenatamente insieme ai presenti. Client A in particolare, davvero molto simpatica, invitava chiunque ad affiancarla, issando su letteralmente le persone con le proprie mani. Plateale inversione di ruoli per queste “fredde” performers, che hanno invece dato prova di grande affabilità e calore verso il proprio pubblico. Ancora, al termine di tutto questo, sempre Client A e la bassista si sono recate al banchetto del merchandising con la massima disponibilità per parlare con i fans e autografare CD, poster, magliette e slip in vendita (!). Un sorriso ed un bacio per ognuno dei presenti e la serata è purtroppo giunta al suo termine.

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