Live Report

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Live Live Report We Rock Festival 2012 (Pt. 2)
 

We Rock Festival 2012 (Pt. 2) We Rock Festival 2012 (Pt. 2)

We Rock Festival 2012 (Pt. 2)

live

Luglio 28, 2012
Pisano (Zafferana Etnea - Catania)
Scritto da
Elio F

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We Rock Festival 2012 (Pt. 2)
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Avevamo già preannunciato con il live report della prima giornata quanto fossero alte le aspettative per la seconda serata del “We Rock Festival”, evento nato, coe si ricorderà, per rendere omaggio alla figura di Ronnie James Dio e che ora giunge alla terza edizione. In effetti, la serata non ha affatto deluso e i vari gruppi si sono scambiati il palco con professionalità e soprattutto con passione, facendo davvero divertire i presenti, fino al culmine del concerto, rappresentato da un Fabio Lione in grandissima forma. Ma procediamo con ordine.

INSIDE THE HOLE
Il sempre difficile compito di rompere il ghiaccio è stato affidato agli Inside The Hole, band formatasi un paio d’anni fa in un paesino della provincia di Palermo. Per la verità, ci perdiamo la prima parte della loro performance, perché nel frattempo stavamo ancora completando la nostra intervista a Fabio Lione. Proprio con Fabio scendiamo però sotto il palco e subito questo trio ci conquista per la propria simpatia e per la propria capacità di interagire con il pubblico, degna di artisti esperti e navigati: un’ulteriore dimostrazione di sicurezza che, unita alla propria vena ironica, riesce a convincere, specialmente con brani come “Impression”, “Beer! Sex…And Fuckin’ Roll!!! (questo il titolo anche del loro album) e “Brown Room” (o piuttosto “rum”, come giustamente fa notare il cantante/chitarrista Roy Zappia), caratterizzati da una sorta di heavy rock potente ma orecchiabile. Buona prova e tanti applausi.

CONCEPT OF DREAM
Non sono da meno i Concept Of Dream, band gothic metal con voce lirica femminile (un po’ primi Nightwish”, giusto per intenderci. Marianna Cristaldi è molto brava (anche se visibilmente emozionata) e, a parte qualche cover, il gruppo si concentra sulla presentazione di pezzi propri: tra questi, uno dei loro primi cavalli di battaglia, vale a dire “Bite”, insieme ad altri come “My Concept Of Dream” e “Gargoyle”, assolutamente convincenti e ben interpretati. Dobbiamo ammettere però che ci hanno quasi lasciato senza fiato con il loro ultimo pezzo, un brano che Marianna ha definito malinconico e per il quale addirittura non hanno ancora scelto neanche il titolo, davvero emozionante e molto articolato.

HORCUS
È la volta dei palermitani Horcus, gli ultimi ad essere stati reclutati nel bill della serata ma di certo non meno validi degli altri gruppi. Anzi, va sottolineato come, pur essendo di formazione molto recente (praticamente nascono nel Settembre del 2010), dimostrino di avere già una discreta esperienza. La voce del cantante Davide Prestigiacomo è alta e molto potente e riesce subito a catalizzare l’attenzione del pubblico. La band suona una sorta di power/thrash di grande impatto e concentra la propria performance su pezzi estratti dal proprio EP, comprendente pezzi quali, tra gli altri, “Sovereign Of Sand”, “Into The Fire” e “Come Here”. La conclusione è affidata ad una cover, forse un po’ più distante dal loro genere, ma sicuramente a tema, vale a dire “Heaven And Hell”, il classico dei Black Sabbath con Dio alla voce: l’inizio è forse un po’ incerto, ma per fortuna la band riesce a correggere il tiro nel finale, concludendo alla grande la propria esibizione.

HYPERSONIC
La serata prosegue con i catanesi Hypersonic, band che ha già pubblicato un album, “Fallen Melodies”: un gruppo, anche questo, con voce femminile, partito come tanti suonando cover di Nightwish, Epica, ecc, ma che poi è riuscito a far emergere un proprio stile ed una propria personalità. L’inizio della loro esibizione non poteva che essere affidato al loro singolo “Rebirth”, un brano di quelli che restano subito in testa, proseguendo con altri pezzi quali “Eyes Of The Wolf” (che, se non andiamo errati, dovrebbe essere ancora inedito) e “Wheels Of fire”, con la cantante Alessia Rapisarda che è davvero disinvolta e brava a tenere il palco. Notevole la prova anche del tastierista Dario Caruso, che si distingue peraltro per il fatto di tenere il suo strumento ruotato verso l’alto, un po’ alla Jens Johannsson.

NOBLE SAVAGE
Molto atteso questo ritorno dei Noble Savage, una delle band metal più amate nel Catanese, che ritorna dopo almeno tre anni di assenza: un periodo caratterizzato da qualche difficoltà di line-up, che adesso dovrebbe essersi stabilizzata con l’ingresso nel gruppo di Federico Indelicato (che con Liberti e Campione suonava già negli Unholy, band tributo ai Savatage) e di Pietro Leanza alla batteria, sostituto per l’occasione da uno stratosferico ed impressionante Danilo Ficicchia, preso in prestito dai Nemesis e dai Disasterhate. La band ripropone alcuni brani tratti dal loro album “Killing For Glory”, registrati ormai quasi dieci anni fa o giù di lì, quando c’era ancora alla voce Alfonso Giordano (ora in forza agli Steel Raiser, dove milita anche Giuseppe Seminara): in particolare, ci riferiamo a “Shadow Of The Night” e “We’ll Never Die”, insieme ad inediti come “Show Me Your Eyes”, “Montecristo”, “Of Love And Eternity” e ”The Hangman”. Peraltro, proprio in questo clima di festa, la band non ha mancato di chiamare sul palco anche i due ex-cantanti, Alfonso Giordano, appunto, che ha duettato con Indelicato in due brani e Valentino Valenti in uno (“Of Love And Eternity”). Si tratta di tre voci sicuramente alquanto differenti ma è singolare come Indelicato possieda diverse caratteristiche dei suoi predecessori e possa sostituirli a nostro avviso degnamente, a patto però che la sua esuberanza non lo porti a voler cercare, come ha fatto spesso durante quest’esibizione, le tonalità più alte a tutti i costi, non sempre funzionali alla resa dei brani. Per il resto, abbiamo già accennato alla straordinaria prova di Ficicchia, che con Liberti ha costituito una sezione ritmica potente e di grande impatto, oltre alla prova assai convincente dei due chitarristi Campione e Seminara, autori peraltro di assoli veramente pregevoli ed entusiasmanti, a tratti quasi incredibili.

FABIO LIONE
Arriva finalmente il momento dell’headliner tanto atteso, Fabio Lione, accompagnato dai ragazzi degli Ancestral: i fratelli Domiziano e Massimiliano Mendolia, rispettivamente al basso e alla batteria, i chitarristi Alex Olivo e Carmelo Scozzari e soprattutto il Maestro Gabriels Shiro alle tastiere. Ricordiamo che Lione era reduce da un tour mondiale assai impegnativo come voce dei Kamelot, band dove si è trovato a sostituire un cantante del livello di Roy Khan, raccogliendo critiche entusiaste ed impressioni positive, nonché dalla registrazione del nuovo album dei Vision Divine. Nonostante ciò, Lione si è lasciato coinvolgere anche per questa proposta, dimostrando così di non essersi montato la testa e di aver saputo conservare intatte la propria umiltà e la propria passione per la musica. Fabio ha dunque proposto, ovviamente, brani appartenenti alle proprie band, suonando un paio di pezzi dei Vision Divine: “The Streets Of Laudomia” e “Send Me And Angel”; due dei Kamelot: “The Human Stain” e “Forever”; uno dei Labyrinth, “Piece Of Time”, nonché, ovviamente, due dei Rhapsody Of Fire, al quale ha lasciato il posto d’onore in apertura e chiusura del concerto: si tratta, rispettivamente, di “Holy Thunderforce” e “Emerald Sword”, acclamatissimo bis. Oltre a questi, Lione e la sua band hanno voluto anche ripercorrere pezzi di altre gruppi storici, molto apprezzati dal pubblico, quali “Fool For Your lovin’” degli Whitesnake, “Wasted Years” degli Iron Maiden, “Cherokee” e “Carrie” (quest’ultima solo con voce e tastiere) degli Europe e “You Give Love A Bad Name” dei Bon Jovi: tutti pezzi che Lione teneva a fare sia perché li ama, sia perché, ci piace pensare, costituivano l’occasione per mettersi indirettamente a confronto con gli interpreti originali e dimostrare così la propria bravura e la propria versatilità.

Si conclude così questa splendida serata, all’insegna della buona musica e del divertimento, in un ambiente sano, senza eccessi o isterismi, dove persino i bambini, ci piace sottolinearlo, vengono portati al concerto in assoluta tranquillità, per di più, il tutto, alla modica cifra di cinque euro. Appuntamento dunque per la terza serata al 25 agosto.

(N.B. Per la foto di Fabio Lione ringraziamo Gabriele Gonzo)

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