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Interviste Interviste Fabio Lione
 

Fabio Lione Fabio Lione

Fabio Lione

intervista

Scritto da
Elio F
Data
Luglio 28, 2012

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Fabio Lione
Fabio Lione

In occasione della seconda giornata del We rock festival 2012, tenutasi lo scorso 28 luglio, abbiamo colto l’occasione della presenza di Fabio Lione per scambiare con lui quattro chiacchiere. Il cantante toscano si è rivelato molto cortese e disponibile cosicché abbiamo ripercorso insieme quest’ultimo periodo, che lo ha visto impegnato con i Kamelot, ma anche con le sue band storiche, i Vision Divine, con un disco nuovo in uscita e i Rhapsody Of Fire, per i quali il buon Fabio ha manifestato, senza peli sulla lingua, tutto il proprio dissenso verso la scelta di formare due band in seguito allo split tra Turilli e Staropoli. Lione ci ha poi raccontato della sua amicizia con i ragazzi degli Ancestral, dimostrando che, nonostante le sue quotazioni siano parecchio cresciute a livello internazionale, non perso la propria umiltà e l’attaccamento a certi valori che vengono prima di ogni cosa. Buona lettura.

- Ciao Fabio, grazie per questa chiacchierata. Com’è andata in questo ultimo periodo, che novità ci sono?

- Beh, è successo tanto perché ho finito il tour con i Rhapsody da non molto, s’é fatto sia quello europeo che americano che sudamericano, poi abbiamo fatto un festival in Bulgaria ad agosto, veniamo anche all’Agglutination, da tanti anni sembra che finalmente si riesca a fare anche questo festival al sud. Niente, in Bulgaria ho anche rivisto i Kamelot, con cui avevo fatto l’anno scorso il tour, ho completato finalmente il nuovo disco dei Vision Divine, che sta riscuotendo, tra i pochi che hanno ricevuto in anteprima il disco, buonissime critiche, disco che uscirà a settembre e per cui noi abbiamo fatto anche una cosa particolare, nel senso che io, per esempio, ho finito di registrare a mezzanotte del giorno prima di prendere l’aereo e venire qui in Sicilia, un best: abbiamo deciso di allegare al nuovo cd un best of, con due pezzi da ogni disco dei Vision, ri-registrati e ricantati, quindi sicuramente un lavoro aggiuntivo, ulteriore, anche un po’ pesante per la band perché insomma avendo registrato un nuovo disco, fare anche un best of… però penso che sia una cosa molto interessante, che possa essere appetibile per i fan e anche per i non fan, dato che uscirà un nuovo prodotto, un doppio cd al prezzo di uno con un best per chi non conosce la band e sottolineo che non è un best normale.

- Sono stati ri-registrati dunque anche dei brani dove già cantavi tu?

- Sì, anche quelli e due brani grosso modo da ogni album, sia quelli dove cantavo io sia quelli dove non ho potuto cantare e quindi hanno avuto anche l’altro cantante. Io penso che sarà una cosa che verrà molto apprezzata dalle persone.

- Sicuramente. Insomma un periodo davvero molto intenso.

- Forse anche troppo.

- Possiamo comunque forse dire che è un po’ il frutto di quello che hai fatto in questi anni e che ti ha portato ad avere un prestigio a livello internazionale e ad essere forse anche agli apici della tua carriera.

- Sì, indubbiamente la cosa mi fa molto piacere, perché vuol dire che qualcosa di buono lo hai seminato e d’altro canto quello che mi premeva era ottenere dei buoni risultati e fare dei buoni lavori, cioè non mi piace comunque fare cose in maniera approssimativa, quindi ho cercato di gestire al meglio il tempo e le cose con le varie bande in maniera da fare un ottimo tour sia con i Rhapsody, sia un ottimo cd con i Vision e ovviamente poi i miei amici degli Ancestral mi hanno invitato e mi hanno detto di questo festival qui in Sicilia e ovviamente ho accettato anche se, ti ripeto, ho finito il giorno prima a mezzanotte… però ho detto, vabbè, perché comunque mi faceva piacere rivedere i miei amici, mi faceva piacere rivenire in Sicilia in un contesto diverso e comunque la cosa che mi fa anche piacere è il fatto che “giri” anche il mio nome e non solo il nome delle band di cui ho fatto o faccio parte; vuol dire che forse riesco ad avere quel piccolo valore aggiunto solo con il mio nome in qualche caso e questo significa che ho seminato bene e questo non può fare che piacere e anche ripagare da tutto un periodo che magari può essere pesante o stressante ma comunque appunto ti ripaga perché ti dà soddisfazione e non senti neanche la stanchezza.

- Quindi pensi di sviluppare anche ulteriormente l’aspetto solista?

- Sì, io sono diversi anni che ci pensavo però non sono riuscito a fare…

- Ricordo infatti che in passato stavate lavorando ad un album proprio con i ragazzi degli Ancestral.

- Sì, che non sono riuscito a mettere in pratica per tanti motivi: uno, che magari alcuni brani che avevo scritto alla fine sono andati a finire uno in un cd dei Rhapsody, due in un cd dei Vision, quindi alla fine ti vengono a mancare i brani; altri motivi perchè ad esempio non avevo previsto la chiamata dei Kamelot, quindi praticamente con loro ho fatto un tour in Europa, un tour in Nord America e un tour in Sud America, quindi non avendo previsto questa cosa, che ovviamente mi ha fatto molto piacere, però è durata praticamente quasi un anno…

- Possiamo dire però che è stato anche un po’ un vanto per l’Italia che è sempre stata un po’ bistrattata a livello metal, mentre invece questo è stato un riconoscimento molto importante a livello internazionale…

- Sì, penso che sia stata una delle poche, se non pochissime volte in cui un gruppo addirittura americano chiama un cantante italiano nel genere metal: poi un cantante italiano a sostituire un cantante di caratura, perché comunque Roy Khan è un cantante esperto e quindi la cosa mi ha dato doppia soddisfazione e ovviamente sono stato molto contento di fare questo tour; insomma, alla fine, ci ho fatto penso cinquanta date, insomma, quindi un tour importante.

- Pensi che continuerà in futuro la collaborazione con loro?

- Non credo, perché loro hanno scelto questo cantante svedese che si chiama Tommy, bravo, giovane, capello corto stile moderno, che va bene secondo me. Ci siamo rivisti due settimane fa a Kavarna, un festival in Bulgaria, dove suonavano sia Kamelot sia Rhapsody. Io sono salito con loro sul palco e ho fatto “Karma”, un altro pezzo nuovamente con i Kamelot, anche perché, insomma, dopo tanti concerti insieme, c’è comunque un rapporto di amicizia. Io penso e spero che continuino nella migliore delle maniere con questo Tommy, con cui hanno registrato il nuovo cd. Non ho molti rimpianti, nel senso che va bene, era chiaro che io dovessi sostituire il loro cantante che se n’era andato via e dovevo tra virgolette salvargli il…per un anno il posteriore, mettiamola così e l’ho fatto. Quello che mi fa piacere è averlo fatto sopra le aspettative di chiunque, ecco, anche di loro, sono rimasti veramente…cioè fino all’ultimo momento io ero in ballo per eventualmente diventare il nuovo cantante dei Kamelot però chiaramente ci sono tante cose, tanti fattori… ovviamente io ho altre band…

- Certo, diventava difficile conciliare tutte cose e probabilmente ti avrebbe imposto una scelta radicale.

- È quello che non avrei voluto…alla fine forse potevamo anche farlo, però ecco, non avrei voluto tra sei mesi, un anno, trovarmi nella situazione di dire: “Boh, devo lasciare i Rhapsody e i Vision” o cose di questo tipo anche perché con i Kamelot ho avuto una bellissima esperienza e tutto però è una specie di punto interrogativo nel senso che, ok, ci fai un nuovo disco, poi? Comunque, insomma, il cantante storico dei Kamelot è Roy Khan, cioè quindi comunque quando un cantante di quel livello va via dopo tanti anni non è detto che il gruppo possa continuare proprio tutte rose e fiori…

- Probabilmente anzi la scelta che hanno fatto forse lascia presupporre un piccolo cambiamento di stile che ci potrebbe essere…

- Sì, penso anche io, penso anche io, anche perché il nuovo cantante è molto bravo ma è diverso da Roy Kahn e poi, aspetta c’è anche il punto interrogativo ulteriore… non credo che possa succedere, ma nessuno può escludere che un domani un certo signore in Norvegia si svegli e dica: “Mah, quasi quasi ho voglia di ricantare con il mio gruppo” e a quel punto che succederebbe?

- Beh, se si dovesse riprendere la vedo come una possibilità non troppo improbabile.

- Io conoscendo le cose non ne son così sicuro perché non credo che sia una cosa troppo fattibile almeno a breve termine, però se succedesse quest’eventualità ecco, è quello il punto interrogativo ulteriore. Entrare in una band del genere, magari lasciando altre band tue per poi magari fare un disco e poi magari l’anno dopo ritrovarti che riprendono il cantate originale, beh, sarebbe una mezza fregatura. Poi magari non succede però uno deve mettere conto che può esserci anche quell’eventualità. Quindi alla fine questa era la meglio cosa, siamo comunque amici e in ottimi rapporti, quindi penso che non ci siano problemi.

- Comunque è stata un’esperienza edificante, che ti ha fatto ulteriormente fare esperienza importante.

- Moltissimo, anche perché molti promoter che non mi conoscevano sono rimasti sorpresi, molti fan dei Kamelot si sono avvicinati ai Rhapsody, molti fan dei Rhapsody si sono avvicinati ai Kamelot e viceversa, molte persone hanno magari scoperto un Fabio diverso perché non pensavano…magari nella mente associ quel cantante a quella band, quindi magari Fabio=Rhapsody o Fabio=Vision oppure Bruce=Maiden, ma non è detto che Bruce sappia cantare solo ed esclusivamente in quella maniera e quindi tante persone hanno detto: “Ah, ma canta anche così? Ah mah, però, non escono male i pezzi anche con lui anche se non c’entrano niente con i Rhapsody però…”: quindi magari fai scoprire dei lati alla gente che non si aspettavano e quindi acquisti anche tu come nomea o come valore oltre a fare un’esperienza comunque ulteriore perché ti approcci a cantare molte sere, molte volte, delle canzoni diverse da quelle che sei abituato a cantare, quindi come artista servono anche a te per crescere ed imparare, quindi come esperienza sicuramente positiva.

- A proposito invece dei Rhapsody, c’è stata tutta questa situazione particolare, che ha portato allo split con la formazione di due band: come hai visto tu questa situazione? È stata una scelta immagino anche un po’ travagliata, no?

- Sai, la realtà dei fatti è un po’ particolare, perché la scelta fondamentalmente l’hanno fatto Turilli e Staropoli e quindi io mi son visto di fronte alla scelta praticamente fatta, quindi l’ho vissuta in maniera diversa. Personalmente non approvo molto la scelta che hanno fatto che insisto a dire per me è molto stupida come cosa… però…

- Infatti ha suscitato diverse polemiche…

- Però sai, a differenza di loro le cose mi piace dirle come sono, io la ritengo una scelta stupida per tantissimi motivi: uno, perché avevamo avuto dei problemi con la vecchia etichetta, con il vecchio manager, eravamo stati fermi per alcuni anni; finalmente avevamo trovato una nuova etichetta buona, avevamo fatto due album di valore che sono molto piaciuti, avevamo fatto un nuovo tour che aveva avuto molto successo, quindi la band stava di nuovo andando su e personalmente ritengo che hanno scelto il periodo peggiore in assoluto, cioè proprio mentre stavamo di nuovo tornando su. Stava andando tutto molto bene, questi hanno deciso di separarsi, però ovviamente non posso costringere le persone…

- Ma ti hanno di fatto posto un bivio su quale delle due band scegliere o hanno fatto tutto loro?

- No, è questo il punto, hanno fatto tutto loro. Era ovvio che se io fossi stato con Turilli non aveva senso avere i Rhaposdy of fire con Staropoli cioè, diciamocelo chiaro, solitamente la gente identificava maggiormente in me e Turilli i due elementi chiave. Era ovvio che se Turilli voleva separarsi non avrebbe preso me come cantante altrimenti che senso aveva la separazione?

- Beh, perché comunque Staropoli era sempre stato uno dei maggiori compositori della band a livello di musica, mentre Turilli si è occupato di più dei testi, quindi si poteva pensare a questo tipo di split per una questione di scelte a livello compositivo.

- Sì, in realtà è un po’ più complicato anche lì, perché Luca ha sempre scritto tutti i testi, tutti proprio tutti; compositivamente a livello di musiche, in realtà anche Luca ha composto tantissimo, nel senso che potremmo dire che in realtà hanno composto quasi sempre a metà se non addirittura alcune volte alcuni pezzi li ha composti interamente Luca e tre pezzi anche io, anche se poi vabbè, non l’hanno mai detto perché poi non gl’interessa dirlo…

- Ah, ok, questo non lo sapevo, io comunque mi basavo sui credits che sono ufficiali, poi non so…

- Però la cosa non m’interessa, voglio dire, avere tre canzoni su cento non m’interessa stare a puntualizzare, io ho messo lo zampino in tre canzoni che so ovviamente che a livello di discografia non sono nulla…tre canzoni su, non so, cento-centodieci; però non è poi neanche così vero che non ho mai scritto niente…

- Vabbè, la quantità a volte è relativa, magari uno fa una canzone e poi possibilmente diventa il più grande successo di quel gruppo, non lo possiamo dire..

- No, non lo è stata, una canzone come “Sea Of Fate” non è comunque da buttar via, è stata il singolo di “Frozen Tears Of Angels” però, insomma, penso di aver messo uno zampetto in quell’album, anche se è l’unico; in tutte le altre canzoni non ho messo moltissimo, ecco, e il punto è quello lì, che in realtà hanno sempre composto la musica assieme, quindi ovviamente entrambi hanno un grosso valore, sono degli ottimi compositori però, ecco, magari hanno fatto questa scelta che forse è un po’ egoista.

- Anche perché poi di fatto nei concerti suonerete le stesse canzoni immagino…

- Sì, ora Luca, vabbè, ha anche i suoi solisti e il nuovo disco che ha fatto, però ovviamente sarà “costretto” a fare anche canzoni storiche dei Rhapsody, mi sembra ovvio.

- Poi mi pare che avete ancora anche il batterista in comune…

- Il batterista era in comune, però ultimamente ha deciso di restare solo con i Rhapsody Of fire, quindi Luca ha preso un nuovo batterista che si chiama…in questo momento non mi sovviene…Alex Ludwig o qualcosa del genere, lui ha fatto il disco con i Symfonia di Timo Tolkki e Andrè Matos e altre cose insomma… mi sembra svedese o norvegese, qualcosa del genere..(abbiamo appurato poi che si chiama Alex Landenburg ed è tedesco/nda).

- Sempre un Alex però cambia il cognome…

- Sempre un Alex però, infatti, e quindi niente, è una situazione un po’strana per quanto riguarda queste cose, anche se io penso che Luca cercherà di variare i pezzi della scaletta e non fare i pezzi così scontati, magari farà sicuramente una “Emerald sword” farà una “Dawn Of Victory”, però magari farà canzoni dal primissimo cd o dal secondo, cercando di sfruttare il timbro e la voce del nuovo cantante che ha, no? Lui è un cantante molto preparato, molto bravo, è un mio amico, che tra l’altro gli ho presentato io perché quando cercava un cantante per un solista, non per i Rhapsody 2, mi chiese se conoscevo qualcuno, che lui non aveva idea, con la voce alta, fina, tipo Kiske, che magari sapesse cantare anche in italiano e io ho fatto il nome di Alessandro Conti perché lo conoscevo, lui non l’aveva mai sentito, quindi è andata a finire che l’ha proprio preso..

- Era in un altro gruppo italiano, mi pare.

- Sì, Trick Or Treat, e quindi questo cantante è molto bravo ma ha delle peculiarità particolari, no? Lui ha la voce molto spostata sugli alti, un po’ più fina, e probabilmente Luca cercherà di fargli fare i pezzi più snelli, più power, più veloci e più alti, cioè questo è il mio… non credo che Luca gli faccia fare i pezzi più cattivi, aggressivi o magari lenti tipo lirici, ecco, magari opterà più su quelli.

- Mentre voi vi manterrete più sul repertorio classico…

- Eh sì, noi sinceramente penso che siamo i Rhapsody che debbano fare i pezzi dei Rhapsody, nel senso se c’è da fare una “Reign Of Terror” che è cattiva, si fa e basta, se c’è da fare una “Dawn Of Victory” va fatta perchè va fatta o una “Lamento Eroico” va fatta perché va fatta…cioè, io la vedo così…

- Diciamolo chiaramente, probabilmente sarebbe stato più saggio che lui usciva dal gruppo e dava un nome diverso… invece ha voluto mantenere sempre questo legame.

- Certo, però vabbè, posso anche capire che magari…

- …Il suo nome è sempre stato legato pure ai Rhapsody.

- Certo, però posso capire che usare anche il nome Rhapsody gli possa tornare utile quindi non lo biasimo, ecco lo capisco. Vedi, la differenza però è un’altra, che io se dovessi fare un solista e lo farò prima o poi, non farei i Fabio Lione’s Rhapsody, io farei Fabio Lione, punto. Lo so che magari se ci metto lo sticker Rhapsody, magari ex Kamelot e magari ex Athena e Vision Divine attiro più gente e posso vendere di più però, nel senso…

- Lascia un po’ il tempo che trova, insomma, magari rimane sempre legato a quel moniker e non riesce viceversa a fare emergere un’identità diversa.

- Certo, però posso capire il fatto che lui voglia comunque “sfruttare” anche il nome Rhapsody, ne ha anche il diritto, alla fine è stato lui uno dei fondatori, è stato uno dei compositori principali, quindi ne ha il diritto e se un domani una casa discografica, un’etichetta, gli consiglia di mettere anche di fare comparire il nome Rhapsody, perché magari può attirare più gente e vendere di più lo capisco. Poi sono scelte.

- Venendo a stasera, invece, dicevi appunto che ti hanno coinvolto gli amici degli Ancestral: essendo loro siciliani, com’è nata questa conoscenza, questa collaborazione?

- Mah, in realtà noi ci siamo sentiti tantissimi anni fa tramite mail, poi hanno avuto un discografico, un certo Maurizio Chiarello dell’Underground Symphony, che conosco da tantissimi anni, che ha prodotto il primo cd degli Ancestral, quindi eravamo in contatto ma relativo… fatto sta che se devo proprio dirla tutta, io ho avuto una ragazza, ormai è una mia ex anche se non dico chi, così tanto tempo fa, siciliana, che ha ancora i genitori qui, lei vive in Toscana, ora penso sia sposata, non so, non la vedo da un paio d’anni, forse anche più. Fatto sta che ero andato a trovare i genitori con la sorella e i parenti in provincia di Trapani, in un paesello non distante da Castelvetrano, però quel giorno eravamo andati a Castelvetrano a pranzare o a cenare in un ristorante e la coincidenza ha voluto che i fratelli degli Ancestral, Domiziano e Massimiliano (cioè, Domiziano e Massimiliano sono due fratelli ed entrambi suonano negli Ancestral/nda), con il “Live in Canada” dei Rhapsody in macchina, passassero di lì e per scherzo fra di loro, vedendomi di spalle, seduto nel ristorante, hanno detto: “Guarda, c’è Fabio Lione…”, per scherzo, eh! Il problema è che poi, fermandosi un attimo un amico loro per andare al tabacchino, una cosa del genere, ha detto: “Guarda che è proprio lui” (risate/nda) e quindi ci siamo proprio conosciuti meglio, insomma e abbiamo trascorso tempo insieme, quindi alla fine c’è stata questa amicizia che è un po’ più cresciuta. Qualche anno fa li ho portati anche con me all’Agglutiantion come cover band e quindi s’è instaurato un bel rapporto. Quindi s’è contato anche di fare questa cosa che faremo oggi nonostante, voglio dire, ho fatto il tour, il disco… nel senso, sarei distrutto, però è uguale, nel senso…credo che sia anche una cosa bella avere delle amicizie che vanno oltre, no? Che partano magari da un discorso musicale ma poi diventano più vere ecco, più concrete, più forti, che poi ti portano anche a conoscere persone nuove, ambienti nuovi.

- Anche perché comunque, è chiaro che tu sei reduce da esperienze molto importanti, magari questo è ancora un piccolo festival che sta crescendo…

- Però mi fa piacere se posso dare una mano ecco, perché no? Soprattutto con persone brave, buone, ecco insomma, se sei in un bell’ambiente con delle brave persone fa sempre piacere. Che poi non sia il Monsters of Rock o il Wacken e non ci siano 15000 persone, chissenefrega, ecco, non è indifferente che uno si diverte, ascolta buona musica, consoce bella gente e forse a volte è anche meglio una situazione del genere piuttosto che 10000 persone, però alla fine tu non hai conosciuto nessuno. Sì, sei stato in mezzo a questo mare, però alla fine torni a casa, non è che hai conosciuto un amico in più o hai vissuto un’esperienza particolare: questa comunque può essere un’esperienza sicuramente particolare.

- Sì, assolutamente, perché comunque è nata così, da un gruppo di amici che hanno preso una campagna e sono partiti all’inizio con un tributo a Ronnie James Dio e poi la cosa è continuata.

- Certo e io penso che uno alla fine anche quando passa il tempo, torna a casa, è più facile che abbia un ricordo di queste cose piuttosto che del grande evento che è una cosa che di solito hai un bellissimo ricordo quando ne vivi pochi ma se tu per esempio di concerti grandi grandi, di concerti da 10000-15000 persone, quelli che sono, ne vivi venti, dopo un anno o due quando sei a casa, il ricordo ce l’hai forse più della serata particolare vicino all’Etna, per assurdo ma è così.

- Cosa suonerete stasera?

- Ma io stasera penso che con i ragazzi faremo pezzi un po’ vari, qualche pezzo dei Vision, qualche pezzo dei Rhapsody o forse in finale anche qualche pezzo dei Kamelot, cover varie Maiden, Europe, Whitesnake, non so Bon Jovi…(per maggiori dettagli rimandiamo al nostro live report/nda).

- Quindi anche al di fuori del tuo repertorio personale…

- Io penso che sia giusto: non è che esisto solo io o le band in cui ho cantato io. La musica rock è bella e tutte le persone che l’apprezzano, apprezzeranno sicuramente tutti i pezzi validi, spero, che posso aver cantato piuttosto io, ma i pezzi scuramente validi invece di band storiche che hanno fatto sicuramente la storia di questo genere, insomma. Poi è anche una cosa personale, una soddisfazione personale, insomma, e penso che in un ambiente del genere sia giusto fare una scaletta varia che colga un po ‘tutto, ecco.

- Dei gruppi che suonano stasera ti è per caso capitato di sentirne qualcuno?

- Sinceramente no, l’unico sono i Noble Savage, che però non ho ascoltato, ma ho il cd che devo ancora ascoltare.

- Certo, all’epoca in cui hanno registrato il cd erano un po’ diversi anche come formazione, però penso siano davvero validi e può essere interessante ascoltarli stasera.

- Sì, infatti li ascolterò sicuramente. È l’unica band tra quelle che ci sono che già ho sentito rammentare e addirittura ho un cd a casa che, mi scuso, non ho ascoltato ma ce l’ho, quindi…

- Beh, considera che uscì credo tre anni dopo o forse più da quando l’avevano registrato, quindi questo li ha penalizzati un po’, certo…

- Sì, sì, sì, e quindi vediamo, sono sicuro che le band si daranno da fare e sono valide, quindi la cosa importante è che venga fuori una cosa bella e che sia appunto una specie di festa, ecco. Che poi alla fine penso che sia lo spirito e l’anima della cosa. Io non sono mai stato qui ma penso, spero, che tutte le band che siano qui vogliano soltanto suonare, divertirsi e non altro, cioè non fare dimostrazioni di bravura…cioè, la cosa importante è suonare bella musica e condividere dei bei momenti con delle persone e poi se uno invece vuole dimostrare che è il miglior chitarrista al mondo, il miglior cantante al mondo, quelli sono affari suoi, secondo me alla fine il segreto per entrare anche nel - non dico nel cuore della gente - però ecco per restare quanto meno simpatico è per essere se stessi è fare quello che naturalmente ti viene, non forzando mai le cose.

- Un giusto suggerimento, sono d’accordo. Ok ti ringrazio tanto per la tua disponibilità e per questa bella chiacchierata.

- Grazie a te.

(Si ringrazia Sandra Ferraro per la collaborazione).

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