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intervista

Scritto da
Elio F
Data
Giugno 11, 2012

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Travellers
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I Travellers sono l’ultima creatura del poliedrico musicista polacco Wojtek Szadkowski il quale, dopo l’esperienza positiva degli Strawberry Fields, ha coinvolto anche stavolta Robin, una sua autentica scoperta dietro i microfoni. Abbiamo sentito così la cantante facendoci raccontare dalla sua viva voce questa nnuova esperienza e com’è nato questo progetto.

- Ciao Marta…o Robin se preferisci. Benvenuta su Stereo Invaders.

- Ciao Elio. Preferisco Robin. Accanto alla mia attività musicale conduco una vita “normale”, lavorando in ufficio dalle 9 del mattino alle 5 del pomeriggio. Il fatto di utilizzare il mio nickname Robin mi aiuta a separare le due sfere, che richiedono un differente stato mentale ed una diversa attitudine. Per esempio non puoi perderti nelle tue emozioni quando sei in ufficio, mentre non andrai lontano se non lo fai nella musica.

- Ok, Robin. Dopo il tuo debutto con gli Strawberry Fields, adesso sei in questo nuovo progetto chiamato Travellers: come sei stata coinvolta?

- Già quando lavoravo agli Strawberry Fields provavo a cantare le canzoni di Wojtek in modi diversi per vedere cosa ne venisse fuori. Ho anche provato a cantare nel modo che puoi sentire con i Travellers ma si è deciso che questo non era adatto agli Strawberry Fields. Comunque, a Wojtek è sempre piaciuto e proprio dopo aver registrato “Rivers Gone Dry” mi ha suggerito che avremmo potuto realizzare anche un altro progetto in cui avrei potuto utilizzare totalmente questa voce.

- Cosa ci racconti riguardo le registrazioni?

- Che tu ci creda o no, questa era la mia seconda registrazione in assoluto, così sono ancora una principiante, ma ogni volta mi diverto sempre di più. Mi sono divertita molto in questa sessione di registrazioni. Prima di tutto, è merito delle persone con cui lavori e del fatto che li conosci bene. Mi sento molto a mio agio a lavorare con Wojtek in studio. Da una parte è lì accanto a te e controlla il risultato del tuo lavoro e ti dà consigli su cose di cui non ti rendi conto mentre stai dietro il microfono ma da un’altra parte ti dà libertà di emozioni. Così, in breve, ti può suggerire il modo di cantare ma più di ogni altra cosa si aspetta che tu canti nel modo che senti dentro di te. La più profonda delle emozioni, la migliore. Abbiamo registrato tutte le parti vocali nel nuovo Polifon Studio con Michał Kirmuć (che di recente si è anche unito agli Strawberry Fields come secondo chitarrista) come ingegnere della registrazione. È una persona molto calma e pacifica. Lavorare con lui è stato un vero piacere. Quando ascolti ‘A Journey Into The Sun Within’ puoi sentire la sensazione che la musica ti sollevi, ti conduca in un posto differente. Questo è quello che ho sentito quando l’ho registrato, come al di fuori della realtà.

- Mi sembra che rispetto all’album degli Strawberry Fields, nel disco dei Travellers non ci siano molte backing vocals ma le linee vocali sono più semplici e dirette: sei d’accordo?

- La musica è delicata e spaziosa. Non c’era bisogno di aggiungere più parti vocali. Credo che non occorrano troppe linee vocali in questo genere di musica. Ma onestamente, quando lavoravamo con i Travellers non pensavamo agli Strawberry Fields e al modo in cui li avevamo realizzati. Abbiamo lavorato ai Travellers nel modo che sentivamo in quel momento. In ogni caso, è un progetto differente.

- Ci sono state altre differenze secondo te tra la realizzazione di questo lavoro e la tua prima esperienza con gli Strawberry Fields?

- Naturalmente (sorride/nda). Ero più calma, rilassata e concentrata soprattutto sui miei sentimenti e sulle mie emozioni piuttosto che al pensiero se la mia voce suonasse bene in questa o quella parte. Questa è la principale differenza. Avevo molta pace e gioia in me quando registravo i Travellers, mentre come puoi sentire su “Rivers Gone Dry” c’era molta tristezza e tristi riflessioni, che naturalmente riflettevano il mio stato d’animo in quel periodo. Ad ogni modo, una volta che lavori con qualcuno per la seconda volta sai già cosa aspettarti e fai le cose in maniera più semplice e piacevole.

- Hai scritto anche alcuni testi: sono stato colpito soprattutto da una canzone come “Letters To God”. È un titolo un po’ particolare e sicuramente è qualcosa di diverso da una preghiera. È una canzone personale? Qual è il tuo rapporto con Dio?

- Alcune volte ricevo degli spunti per delle canzoni da Wojtek già con il titolo o con una certa frase già ripetuta nella canzone. Questo è stato il caso di “Letters To God”. Così, l’idea della canzone non è venuta da me ma da Wojtek. Una parte significativa di questa canzone, le strofe, sono state scritte anche da lui, io ho sviluppato il pensiero aggiungendo i ritornelli. Puoi trovare sempre qualcosa di personale nelle mie liriche, sebbene non sia sempre scontato quale parte di testo sia personale e quale no. Alcune volte provo a nascondere certe cose e ad enfatizzarne altre di proposito.

- C’è una canzone che per te riflette più di ogni altra il sound e lo spirito di questo progetto?

- Direi che è “Magic”. Questa canzone è stata una delle prime per il progetto. All’inizio l’album avrebbe dovuto chiamarsi “Magic” ma poi il titolo fu cambiato.

- Ricordo che la tua cantante preferita era Sharon Den Adel dei Within Temptation: è ancora così? Te lo chiedo perché in questo lavoro ho notato che la tua voce potrebbe ricordarla un po’ quando canta in modo dolce e delicato. Anche se, naturalmente, tu hai il tuo stile personale che apprezzo moltissimo.

- Oh, sì, amo ancora la sua voce ed il suo modo di cantare. Nel loro ultimo album “Unforgiving” presenta anche un più ampio range di qualità della sua voce e mi piace molto. Ma questo non significa che nel prossimo album dei Travellers canterò in quel modo (ride/nda). Ti può piacere un’artista per qualche ragione. La ragione per cui mi piace Sharon è che trovo certe cose non comuni. Alcune cose tra le altre sono la sensibilità e il modo di esprimerla. Forse è questo che puoi sentire nella mia voce che ti ricorda la sua.

- Ok, grazie mille. All the best!

- Grazie a te! All the best dai Travellers!

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