logo

venerdì, 03 settembre 2010

 
PDF Stampa E-mail

Garden Of Autumn

 
Garden Of Autumn
Garden Of Autumn
Garden Of Autumn

intervista

Band Garden Of Autumn
Contatti http://www.myspace.com/gardenofautumn
Scritto da Thiess
Data Dicembre 06, 2009

Garden Of Autumn riesce a rendere speciali anche quelle immagini che potrebbero passare inosservate. Attenzione su particolari, sfumature e sonorità che tanto ci affascinano e rapiscono. Ascoltiamoli allora, attenti a non perdere nulla di ciò che ci vogliono trasmettere.

- Ciao ragazzi! Partiamo subito chiedendovi com'è nata in voi la passione per la musica, quali band vi hanno segnato maggiormente?

- Ciao Thiess e un saluto a tutti i lettori di Stereo Invaders! Guarda, se dobbiamo pensare alle band che ci hanno segnato di più, possiamo dirti che ognuno di noi ha fortunatamente ascolti molto diversi, ovviamente con qualche gruppo in comune. In senso generale, Opeth, Katatonia, Ulver, Emperor e Arcturus sono gruppi che ci hanno aperto delle prospettive importanti di ispirazione e di continua ricerca, ma se guardiamo ai gusti personali di ognuno di noi c'è chi ama particolarmente la scena death, chi quella black, chi il progressive, e amiamo moltissimo gli ascolti al di fuori del metal.

- In fase compositiva a cosa vi ispirate maggiormente per creare i vostri brani?

- Di solito cerchiamo di rendere attraverso la musica delle immagini, degli stati d'animo, dei concetti, anche grazie a una ricerca volta a una stretta correlazione tra il momento musicale e il testo, i quali devono avere un'affinità di contenuti. Si tratta di due linguaggi che, insieme, devono portare all'espressione, in due modalità differenti, un contenuto che è fatto proprio della ricchezza di queste due modalità espressive.

- Quali argomenti trattate in "Hymns Of Morning"?

- In generale il tema del disco è la libertà, ma questa parola, se non ne viene determinato il contenuto, rischia di indicare i contenuti più diversi, e persino il proprio contrario. In realtà, la libertà è inscindibile dall'illuminismo, non inteso solamente quale la grande corrente culturale che attraversa il Settecento europeo, ma come tutto il movimento storico che si muove e spinge per l'autonomia e verso la società emancipata, e di questo movimento di certo l'Illuminismo settecentesco è un momento altissimo. Se allora consideriamo i brani del disco, puoi ritrovare il superamento del nichilismo e l'apertura all'essere ("In The Open"); la ribellione in nome della ragione e del sentimento ("Theory Of The Rebel"); lo smascheramento del dominio e la lotta per la propria autonomia ("The Discipline Of A Wolf"); l'orrore per la realtà del dominio, il suo contesto di accecamento, il rendere cosa l'uomo (la reificazione resa con l'immagine degli automi) e la soluzione - temporanea - della fuga salvifica nel privato ("Of Water And Mist"); la ragione e il pensiero e propriamente il processo di rischiaramento ("Of Reason"). In effetti, osservare l'illuminismo come se fosse un'arida e fredda celebrazione della ragione in semplice contrapposizione al sentimento non ne coglie l'autentico spirito. Ad esempio, un poeta e pensatore figura-chiave del Romanticismo, Friedrich Hölderlin (le cui liriche tratte dall'Inno alla Libertà chiudono il testo di "The Discipline Of A Wolf"), saluta con entusiasmo la rivoluzione francese del 1789 i cui ideali informano l'intera sua opera. Si tratta di una figura nella quale Illuminismo e Romanticismo si intrecciano profondamente, e la cui complessità rende bene la ricchezza dell'illuminismo.

- Non vi nascondo che il vostro sound mi abbia particolarmente rapito, in qualche modo però credo anche che si senta ancora un po' di immaturità. Un frutto che cresce ma che è ancora un pochino acerbo, soprattutto in alcuni momenti di passaggio da una atmosfera all'altra. Cosa ne pensate? In cosa pensate voi di dover ancora crescere?

- Siamo molto contenti del fatto che il nostro lavoro ti abbia colpito, e dal nostro punto di vista abbiamo dato il massimo di noi stessi. Ma non basta. Ecco perché la critica per noi è estremamente importante, dato che esprime un punto d'osservazione esterno al nostro, con il quale ovviamente possiamo dirci d'accordo o meno. Però la critica ci mostra ciò che ci era sfuggito. Non c'è alcun dubbio: si deve sempre migliorare, ogni approdo deve essere l'inizio di una nuova sfida, di un lavoro teso a raggiungere punti più avanzati. Perciò ogni consiglio, e nello specifico qui il tuo, è per noi di grande importanza.

- Che significato ha per voi l'immagine in bianco e nero che avete messo come copertina?

- La copertina di "Hymns Of Morning And Liberty" è una calcografia (un'incisione su lastra d'acciaio) di Daniele Gay, uno straordinario artista che ci ha gentilmente concesso di utilizzare come cover questa sua opera (cogliamo qui l'occasione per ringraziarlo di nuovo di cuore). Il paesaggio ritratto splendidamente da Gay rappresenta perfettamente il senso del titolo del disco: la natura è qui insieme aspra e serena, e in noi ha evocato l'idea del mattino come momento dell'inizio insieme alla libertà, in armonia con la natura, oltre il dominio e in un rapporto finalmente conciliato, ma come risultato di un processo, una conquista.

- Ho riscontrato un legame con il Doom, genere che, a quanto ho letto, era nelle vostre corde nel recente passato dei vostri lavori. Sono mal informato? Cosa pensate al riguardo?

- Sei informato correttamente! Infatti il nostro secondo demo "Stasis" - il lavoro precedente a "Hymns", che è invece il nostro primo full-lenght - è senza dubbio doom, molto cadenzato. "Stasis" è doom praticamente per caso. Non tutti noi infatti amiamo particolarmente il doom, ma allora eravamo partiti da una sorta di trasferimento delle atmosfere della dark wave (in particolare "Faith" dei Cure) in ambito metal. Il risultato è stato un doom per molti versi vicino ai My Dying Bride e ai primi Katatonia, con atmosfere affini ai primi Anathema. Successivamente ci siamo avvicinati maggiormente alle sonorità della scena avantgarde scandinava: ne è scaturito "Hymns", in cui, come hai giustamente notato, la componente doom è in qualche punto ancora presente.

- Avete già del nuovo materiale pronto per il futuro? Come pensate evolverà i vostro sound?

- Stiamo già lavorando alacremente ai nuovi brani, ed è molto interessante per noi vedere cosa è cambiato dopo la realizzazione di "Hymns". Certo, non sappiamo a priori cosa ne verrà fuori (come vedi, non sapevamo in realtà neanche che avremmo fatto doom...), però possiamo dirti che le sezioni ariose alla Emperor o Enslaved (un'influenza che tu hai riscontrato e questo ci ha fatto molto piacere) non mancheranno, anche se, da come si sta svolgendo il lavoro, le atmosfere saranno in parte più tese e più cupe. Vedremo...

- Vi vedremo a breve in una esibizione live?

- Sì, parteciperemo a un festival metal il 7 dicembre all'Orange Rock Cafè di Pescara, e poi l'anno prossimo faremo sicuramente alcune date ma soprattutto lavoreremo al prossimo disco.

- Vi ringraziamo per la disponibilità, augurandovi di poter continuare su questa strada e lasciandovi qui spazio per una vostra considerazione finale su un qualcosa a cui non ho saputo dar spazio.

- Noi ringraziamo te e l'intera redazione di Stereo Invaders per l'attenzione, la disponibilità e l'estrema professionalità che ci avete dimostrato. Invitiamo tutti i lettori a venirci a trovare sul nostro sito www.gardenofautumn.it dove sono disponibili materiali scaricabili gratuitamente, foto, info, etc.. A presto, ciao!

Powered by JReviews
 


Powered by Joomla!. Valid XHTML and CSS.