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Asofy Asofy

Asofy

intervista

Band
Scritto da
Thiess
Data
Dicembre 01, 2009

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Asofy

Asofy è il project del polistrumentista Tryfar, il quale ci propone una musica soffusa e dai toni cupi e lancinanti. Volete entrare in un mondo dalle immagini scarsamente delineante e tribolate? Seguiteci allora nell’universo della one-band, scopriremo nuovi e sofferti universi.

- Ciao Tryfar, parlaci un po’ di te e di come è nata la tua passione per la musica. Quali band hanno maggiormente segnato il tuo cammino di musicista?

- Ciao! Sono un assiduo ascoltatore di musica, Metal soprattutto, ed ho iniziato a seguire questo genere non prestissimo, nel 1995 circa, quando avevo già 17 anni; ricordo che tra le prime cose che ascoltai c’erano Savatage, Angra, Machine Head e Paradise Lost e, pur apprezzando tuttora il Metal in tutte le sue forme, questi ultimi sicuramente mi colpirono più degli altri, quindi pian piano mi spostai sempre più verso le cose più “strane e scure”. Le band che più mi hanno influenzato in questi anni sono molte: Burzum, Dolorian, Ved Buens Ende, Ulver, Third And The Mortal in primis, ma anche Anathema, My Dying Bride, Disembowelment, Beyond Dawn, Opeth, Lik, Neurosis, Cult Of Luna, Arcturus, Tenhi, Bethlehem, Ondskapt, Shining, Verdunkeln, Nagelfar, Lunar Aurora, Tarantula Hawk, Esoteric, Radiohead, Bogus Blimp, fino ad arrivare a cose recenti come Altar Of Plagues, Amesoeurs, Farsot, Orthodox, Woburn House, Old Mayor, This Will Destroy You, Ahab, Lìam, Heretoir, Kongh, Herbst... Isomma ascolto e compro parecchie cose che trovo molto interessanti! Vorrei citare anche qualcosa di italiano: Massimo Volume, Madrigali Magri, Fog In The Shell, K.C. Milian.

- Che significato ha per te Asofy e come ti è nata l’idea di creare un project così particolare?

- Vedo la musica nella sua espressione più alta (quella fatta onestamente, ma credo che sia quello che fa la maggior parte dei gruppi Metal e affini) ed il suo messaggio come un’espressione di libertà sia creativa che personale, una comunicazione sincera, a volte profonda e senza pregiudizi; è soprattutto per questo che ho deciso di iniziare a suonare. Asofy è l’espressione di questa libertà, una sorta di mio diario personale (sonoro ed emotivo), iniziato in un momento di grave sfiducia negli altri, ma proseguito cercando di analizzare maggiormente (dal mio punto di vista ovviamente) il rapporto tra le persone, la comunicazione e le informazioni (più spesso disinformazioni) scambiate. Potrei dire che Asofy sia un’autoanalisi sociologica e mi piacerebbe che comunichi all’ascoltatore semplicemente: ”Pensa di più, analizza, poniti dei dubbi su tutto!”

- Come mai hai scelto questo nome per la band?

- Asofy è un acronimo: A.S.of.Y., ma vorrei mantenere un pizzico di mistero attorno al suo significato :-)

- Quale messaggio vuoi far trasparire da “Lento Procedere Prima Del Sonno”?

- Il messaggio di fondo è sempre quello di cui scrivevo prima: ”Fermati, pensa, ascolta, poniti dei dubbi su tutto!”. Ma più precisamente si tratta di un semplice viaggio: ciò che sentiamo al nostro Esterno, come lo percepiamo al nostro Interno, cos’abbiamo ricavato in questo Percorso (di analisi), ed infine... l’oblio (Infinito), perchè è difficile ricavare qualcosa di concreto e superare il proprio ego. I testi però sono volutamente fuorvianti, perchè trattasi di metafore, analogie e riferimenti personali; il messaggio, almeno nelle intenzioni, è veicolato soprattutto dalla parte sonora, dato che delle parole mi fido sempre meno :-)

- Hai già nuovi brani in cantiere? Progetti per il futuro?

- In teoria si, ma sono molto lento (a tratti pigro)! La cosa più concreta al momento è un concept-split con gli Sleeping Village sull’informazione/disinformazione anche riferita al particolare momento sociale/politico/culturale in cui si trova l’italia (con la i minuscola nostro malgrado), ma non solo, anche come ipermusia/amusia, il tutto visto comunque da un punto di vista personale, sempre di “analisi percettiva” e quindi non propagandistica, il messaggio di fondo dovrebbe sempre essere: ”Svegliati, rifletti, pensa, non subire passivamente!”. Speriamo di riuscire a concretizzare questa cosa entro il 2010.

- Nel disco rivediamo molto di quella tetra anima del Black Metal e del Doom mescolati all’Ambient. Se tu dovessi definire la tua musica che aggettivi useresti e in quale dimensione la collocheresti?

- Non lo so! Sicuramente sono d’accordo che ci sia del Black e del Doom, l’Ambient non credo, forse del Post-Qualcosa (anche se non vuol dire nulla) e del Drone (anche se su questo genere ho delle perplessità, mi piace mischiato ad altro ma non puro). Però ci provo: scuro, riflessivo, profondo, libero.

- Hai  mai pensato di coinvolgere altri musicisti per poterti esibire dal vivo?

- A coinvolgere musicisti nel tempo ci ho provato ma senza soddisfazione, ma non per dei live perchè questo aspetto mi interessa molto poco, soprattutto per come si svolgono solitamente queste cose ovvero il più delle volte in posti inadatti, orrendi, malgestiti, privi di atmosfera. Ad esempio sono stato tempo fa ad un concerto dei Wolves In The Throne Room, a Milano, loro sono un gruppo sicuramente affascinante e preparato eppure il risultato dal mio punto di vista è stato pessimo: rumore bianco dall’inizio alla fine, i mixeristi italiani se ne fregavano ed erano svogliati, anche se i Wolves ogni tanto chiedevano un po’ di assistenza, la band ad un certo punto ha anche chiesto se era possibile abbassare le luci, invece niente. Sinceramente certe forme di metal me le vedrei in contesti completamente differenti: teatri, mostre, boschi, eventi culturali... E poi basta con la musica (spesso fuori luogo) di riempimento (a volumi antisociali) prima e dopo il concerto! Altri musicisti però mi piacerebbe coinvolgerli dal punto di vista creativo ed esecutivo ed in futuro spero di riuscirci, sicuramente avverrà nello split Asofy-Sleeping Village di cui parlavo prima, dove oltre che a dividere il cd interverremo uno nella traccia dell’altro.

- Ti ringraziamo per la disponibilità, augurandoti un grosso imbocca al lupo per il futuro.

- Grazie a voi che date spazio anche a gruppi meno conosciuti, non succede spesso.

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