I DeeExpus sono nati come progetto del poliedrico musicista Andy Ditchfield, per poi evolvere nel giro di poco tempo in una band a tutti gli effetti tanto che, pur dopo la pubblicazione di un solo album, la possiamo vedere subito all’opera in un DVD registrato live al ProgRock Festival, tenutosi a Katowice lo scorso Febbraio. Abbiamo sentito Andy per conoscere meglio questa nuova realtà del prog rock britannico.
- Ciao, Andy, sono Elio di Stereo Invaders. Grazie mille per quest’intervista. Comincerei parlando della line-up: da un duo-project (Andy insieme a Tony Wright, il cantante/nda) siete diventati una band con sei elementi!
- L’album doveva essere un solo project: non avevo intenzione in realtà di coinvolgere nessun altro finché non mi sono imbattuto in Tony. Detto questo, è stata pure una mia ambizione da sempre quella di avere una band per eseguire la mia musica così penso che si possa dire che la band era destinata ad esistere dopo “Half Way Home” e sono veramente felice di questo. Trovare i ragazzi giusti per il lavoro ha comportato una ricerca lunga e a volte ardua, ma sono incredibilmente felice con quelli che abbiamo, infatti non credo davvero che avrei potuto trovare di meglio: grandi musicisti e grandi ragazzi.
- Gli altri componenti suoneranno anche sul prossimo studio album o suoneranno solo dal vivo?
- L’album 2 è ancora molto nella fase di composizione al momento ma spero che ognuno vi suoni le sue parti. Comunque dato che l’album è molto nel suo stadio iniziale, non posso proprio dirti molto più di questo.
- Quali sono le tue esperienze musicali prima di “Half Way Home”, il primo album dei DeeExpus?
- La mia prima “vera” band era una band metal dal nome Holosade nel 1985. Il batterista in quella band era un giovanissimo Micheal Lee che suonò con Page e Plant prima di lasciarci tristemente lo scorso anno (R.I.P./nda). Mi ero unito con il mio compagno Paul Thompson al basso e siamo durati circa 12 mesi prima di scioglierci dato che non stavo benissimo. Inoltre, la band stimolò la mia passione per suonare dal vivo e ho suonato nei clubs degli operai locali per alcuni anni prima di unire le forze con Lee e Jim McCabe e formare i Real McCabe. Abbiamo avuto alcuni buoni momenti negli anni ’90 con vari viaggi su e giù per gli USA prima di scioglierci un giorno intorno al 1999. Tra allora e i DeeExpus ho fatto molto poco musicalmente di altro oltre a scrivere e registrare per mio esclusivo piacere.
- “Far From Home” è il titolo del vostro primo DVD: ti è mai capitato di pensare che poteva essere prematuro pubblicarne uno dopo un solo studio album?
- Quando ci hanno chiesto di andare a suonare in Polonia e registrare un DVD inizialmente ho pensato che fosse la cosa più ridicola che avessi mai sentito. Era lo scorso Novembre quando la Metal Mind mi contattò ed inizialmente dissi di no all’offerta. Non eravamo pronti a suonare dal vivo un concerto e chiaramente non ci eravamo esibiti mai dal vivo di fronte ad un pubblico. Ciò che seguì fu una serie di e-mails e conversazioni telefoniche prima che accettassi finalmente l’offerta e sottoscrivessi l’accordo. Non ero ancora convinto che fosse proprio una buona idea ma pensavo che fosse un’opportunità troppo importante per perderla anche se era uno dei primi concerti nel corso della band. Comunque, totale follia!! Il Wyspianski Theatre era quasi la nostra seconda performance, diventando la nostra terza quando abbiamo deciso di suonare in un piccolo posto locale perché davvero non avremmo potuto girare un DVD della nostra seconda performance assoluta… Avremmo potuto? (Sorride e chiaramente fa capire che sta parlando con ironia/nda).
- Dunque era appena il vostro terzo concerto: come l’hai vissuto? Quali erano le tue emozioni pensando che la vostra performance sarebbe stata ripresa per il DVD?
- Ad essere onesto, devo dire che sono molto soddisfatto della mia personale performance considerate le circostanze. Siamo arrivati lì dopo una corsa in bus, due aerei, 5 ore di treno e alla fine un convoglio di taxi a Katowice fino allo splendido teatro Wyspianski. Ci siamo confrontati con una moltitudine di camere, un sacco di gente della crew, un’ampia unità mobile di registrazione, il leggendario Tommy!! (credo si riferisca a Tomasz Dziubiński della Metal Mind, che è anche produttore esecutivo del DVD/nda) e abbiamo aperto la seconda notte del festival. In più, la mia pedaliera per gli effetti di chitarra si è rotta lungo il percorso e benché funzionasse ancora, non potevo dire quale suono stessi usando. Per la verità, mi sarei mandato a quel paese senz’altro! Una volta sul palco, era una storia differente. Ho dimenticato completamente tutto delle camere (e Tommy!) ed ero molto caricato. Ho avuto difficoltà con la mia pedaliera che mi scoraggiava un po’ ma nel complesso è stata un’esperienza favolosa. Per essere il terzo concerto, la band era emozionata come era naturale e sono molto orgoglioso per ciascuno. Non ho rammarichi e ho incontrato alcune persone favolose come risultato di quella trasferta che ha aiutato i DeeExpus immensamente.
- “Red” è la sola canzone nella set-list non tratta da “Half Way Home”: quando l’hai scritta?
- “Red” fu scritta nel 2001 all’epoca degli attacchi al World Trade Centre in New York. Avevo scritto le prime due righe ed una melodia quando ho sentito degli attacchi al telegiornale. Come tutti all’epoca, rimasi preso dalle immagini, storie e aggiornamenti per buona parte della settimana. Quando finalmente tornai alla canzone, era l’unica cosa nella mia mente ed è letteralmente fuoriuscita. La performance di “Red” dal vivo, si è evoluta fin da “Far From Home”. Originariamente conteneva estratti da sequenze con Tony Blair, George Bush in una sezione strumentale che abbiamo ora rimpiazzato con alcuni arrangiamenti di archi. Probabilmente continuerà ad evolversi per i prossimi anni e sto pensando di pubblicarla per il nostro decimo anniversario. Vedremo.
- Nel DVD si vede spesso una vecchia pompa di benzina: perchè hai scelto quest’immagine e cosa rappresenta?
- Ero solito sorpassare le pompe sulla via per lavorare e stavo cercando un posto per delle riprese fotografiche all’epoca. L’intera area è assolutamente traboccante di carattere e di storia e da un punto di vista artistico ha grande appeal su di me. La canzone “Half Way Home” parla di un viaggio attraverso la vita di qualcuno che abbiamo conosciuto tempo fa, e l’immagine della copertina della vecchia pompa con l’ago bloccato a metà si adattava perfettamente con ciò che noi stavamo provando ad ottenere artisticamente.
- I tuoi progetti per il futuro?
- I DeeExpus sono il mio unico progetto al momento, non sto cercando di fare nient’altro che concentrarmi in questo.
- Quale sarà la direzione del vostro prossimo album? La presenza di due chitarre potrebbe portare ad un suono un po’ più heavy?
- Il secondo album si evolverà con la sua composizione. Abbiamo un sacco di idee, un paio di canzoni complete, una delle quali è attualmente nei nostri live set e che è stata suonata per la prima volta al Cambridge Rock Festival un paio di settimane fa (l’intervista si è svolta qualche giorno dopo ferragosto/nda), e poche canzoni in lavorazione inclusa una strumentale. Il fatto di avere Steve (Wright, fratello di Tony/nda) e me che suoniamo la chitarra è grandioso per una serie di ragioni, ma principalmente perché i nostri stili sono completamente differenti. Sono sicuro che li useremo per arrivare a qualche effetto nei prossimi mesi: devi solo aspettare e vedere!!
- Ok, Andy, grazie mille. Lascio a te le conclusioni se desideri aggiungere qualcos’altro.
- Nulla di particolare, è un piacere parlare con te e a nome mio e dei DeeExpus ti ringraziamo per il tuo interesse ed il supporto. Cheers and Beers! (Saluti e birre! Simpatico come saluto/nda)











































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