Stoner piacentino guidato da una bella bionda....curiosa la vita, eh! Però è tutto (fortunatamente) vero, stiamo parlando dei The Weed. Il loro ultimo demo "...And The Evening Dies" oltre ad essere un buon prodotto è interamente scaricabile gratuitamente dal loro website ... e mancano ancora 3 mesi a Natale!
Nel frattempo potete leggere cosa ci ha detto Monica Sardella a proposito della band.
- Ciao, grazie di aver accettato questa intervista. Non si può non rimaner affascinati dall'inizio della vostra biografia, che vi vede "reclusi" in una porcilaia sui colli piacentini, intenti a dar vita a del buon stoner rock....ci raccontate qualcosa della genesi della band e della sua vita artistica sin qui?
- Ciao e grazie a te! Il gruppo è nato nel giugno del 2002, più che altro per gioco, e l’idea del progetto stoner era sorto perché al tempo era la passione che ci accomunava. Alcuni di noi erano già in rapporti d’amicizia da anni e avevano avuto precedenti collaborazioni musicali, altri si conoscevano appena. Ricordo che i ragazzi avevano appena trovato la “stanza” (ovviamente in nero e a rischio di crollo…): la nostra zona è circondata da campagne e poderi, le vere sale prova costano un botto, e quindi se non si hanno i soldi ci si arrangia come si può! Componemmo subito diversi pezzi, sufficienti per registrare autonomamente in stanza il primo demo, “Overview”. Il secondo, “The Weed”, lo registrammo allo stesso modo nel 2005 e il nostro ultimo lavoro, “…And The Evening Dies”, sempre autoprodotto, è datato 2008. Dal primo demo ad oggi di acqua ne è passata sotto i ponti: abbiamo avuto diversi momenti difficili, quali per esempio il sofferto distacco dal primo batterista (ne abbiamo cambiati due), lo sfratto dalla prima sala prove, che ci ha costretto a vagare tra le sale a pagamento per un anno, il fallimento dell’etichetta inglese con la quale avevamo firmato un contratto, la mia pausa di un anno a causa di problemi alle corde vocali. Ma né creativamente né spiritualmente ci siamo mai fermati, neanche in momenti in cui altri, anche comprensibilmente se vogliamo, si sarebbero arresi.
- L'idea di avere una ragazza alle vocals è stata progettata o è semplicemente capitato, come si suol dire, per caso, secondo il naturale coso degli eventi?
- La scelta di una voce femminile nel gruppo non è stata progettata, i ragazzi cercavano semplicemente qualcuno che cantasse. Io ero già la voce del precedente gruppo di uno dei due chitarristi e quindi hanno pensato a me. Quando sono entrata avevano già composto due o tre pezzi… mi chiesero se fossi interessata al loro progetto. Dovettero aspettare che tornassi dalle vacanze…una volta tornata, mi diedero una cassetta (che conservo tutt’ora) con le bozze dei pezzi e nel giro di pochi giorni composi le linee vocali. Non ci siamo più fermati!
- Quali sono i vostri riferimenti musicali principali e quali le band che apprezzate maggiormente?
- Noi ascoltiamo tutti generi di musica differenti, c’è chi predilige il rock ’70 e chi è appassionato del metal più estremo. Possiamo dire comunque che il nostro punto d’incontro è rappresentato dal grunge e dal rock anni ’90, con il quale siamo cresciuti e che ci ha fortemente caratterizzato. Tra i gruppi di quel tempo, tanto per fare un esempio, i Soundgarden e gli Alice in Chains. Tra i “moderni”, ci accomuna attualmente l’ascolto dei Mastodon e dei Tool.
- Che riscontri state ricevendo per "...And The Evening Dies"?
- Stiamo ricevendo buone recensioni sia da webzines che da riviste in carta stampata. Ovviamente, avendo deciso di rendere liberamente scaricabile il nostro album dal nostro sito internet è difficile sapere con precisione “quanto piace”…dalle statistiche di luglio risulta comunque che sono stati effettuati circa 400 accessi diversi al sito da diverse parti del mondo, per noi è già motivo di soddisfazione.
- Come giudicate l’odierna situazione della scena underground italiana? Intendo locali, promoter, Media, rapporti tra le band, professionalità degli addetti ai lavori, pubblico, etc.
- Domanda imbarazzante! Potremmo parlarne per ore. Per farla breve, crediamo che la situazione sia drammatica, almeno per la scena underground. Anzi, crediamo che sia addirittura degenerata dagli anni ’90 ad oggi, soprattutto per ciò che concerne gli spazi dedicati ai giovani musicisti che propongono musica originale. Va anche detto che i locali che decidono di ospitare i gruppi (ed è ormai tutto ciò che è rimasto ai musicisti indipendenti) prediligono le cover bands, che garantiscono sempre pubblico e consumazioni. E questo è comprensibile, però è anche un circolo vizioso. La gente si impigrisce, la creatività muore. E poi abbiamo la Siae, ed ho già detto tutto. Purtroppo, anche i rapporti fra le bands non sono dei migliori. Nella nostra zona vige una mentalità molto chiusa, poche collaborazioni, sembra quasi che i gruppi abbiano paura di farsi rubare gli spazi, spazi che non ci sono. Nell’ambito underground inoltre bisogna fare tutto da soli, a meno che non si disponga di soldi e conoscenze privilegiate, ed anche trovare il tempo per farlo è un lavoro, tra il proprio impiego, i mutui da pagare, inconvenienti vari. Recentemente la Kick Agency, nota agenzia di promozione romana, ci ha proposto un contratto di promozione: abbiamo dovuto rifiutare, poiché avremmo dovuto versare mensilmente una cifra che non potevamo permetterci. Insomma, è brutto da dire, ma anche al nostro livello ci vogliono soldi e fortuna, non basta essere bravi.
- Angolo dell’umiltà: un pregio ed un difetto dei The Weed.
- Se ascolti tutti e tre i nostri album noterai che sono tutti lavori diversi l’uno dall’altro, addirittura per quanto riguarda il genere. Se “Overview” era un album stoner, l’ultimo “…And The Evening Dies” è praticamente metal. Credo che a nostro favore vada la continua ricerca di un’evoluzione. Probabilmente il nostro prossimo album sarà diverso ancora. Un nostro grosso difetto invece riguarda le esibizioni live, è una nota dolente e ce ne rendiamo conto. Sono convinta che l’apparenza nella musica dovrebbe contare il meno possibile, ma purtroppo si sa, la gente vuole vedere anche dello spettacolo e questo è ciò che facciamo fatica a fornire allo spettatore. Uscire dalla stanza per suonare è bellissimo, è il sunto di tutto il lavoro svolto, la dimostrazione agli altri di quanto hai faticato. Ma agitarsi e saltare sul palco non fa per noi… siamo sempre stati piuttosto timidi!
- Attività live in programma?
- Di date programmate per ora non ne abbiamo, ma stiamo approfittando dell’estate per organizzare degli scambi con altri gruppi in giro per l’Italia. Stiamo cercando in tutti i modi di uscire dalla provincia ma è difficilissimo e lo scambio di date risulta l’unico modo possibile.
- Nella bio su Myspace dite che inizialmente eravate ben disposti ad accogliere nella band influenze diverse derivanti dalle varie esperienze individuali, in modo da arricchire carattere e personalità della band. Ottimo proposito. "...And The Evening Dies" però non lascia spazio a troppe variazioni, rivelandosi un album piuttosto solido, compatto ed omogeneo. Ritenete che il vostro sound sia già sufficientemente dinamico e aperto all'esterno così?
- “…And The Evening Dies” è un album compatto perché abbiamo fatto in modo che in esso confluissero in modo omogeneo tutte le nostre influenze. Il nostro sound però è in continua evoluzione: come dicevo prima, tutti i nostri album sono molto diversi l’uno dall’altro e sicuramente il prossimo avrà qualcosa di nuovo. Non abbiamo però mai stabilito niente “a tavolino”, ci siamo sempre lasciati trasportare da quello che ci veniva da fare in modo naturale. Si arriva in stanza, si propone un riff e ognuno ci mette quello che gli va.
- Lodevole e intelligente iniziativa quella di rendere l'album scaricabile gratuitamente. Tutti a combattere internet, quando molte band giovani, underground, o semplicemente non ancora famose, non sembrano realizzare che un nemico quando non può essere battuto conviene trasformarlo in un prezioso alleato....
- A dire la verità in principio è stata una scelta sofferta, a cui siamo giunti quando abbiamo dovuto ammettere che le possibilità di essere ascoltati erano ormai praticamente inesistenti. La gente ormai non compra neanche più i CD dei Metallica, ma li scarica. Chi siamo noi per credere che qualcuno comprerà i nostri demo? Abbiamo focalizzato ciò che a noi interessava: la visibilità. Non abbiamo mai avuto l’intenzione di guadagnare dalla musica, e questa, al giorno d’oggi, c’è sembrata la scelta più sensata da fare.
- Qualcosa che non vi ho chiesto e che invece i lettori dovrebbero sapere?
- Innanzitutto stiamo componendo pezzi nuovi, che confluiranno nell’album che registreremo quest’autunno. E poi…rassicuriamo tutti che da quattro anni a questa parte non proviamo più nella porcilaia, ma in un capannone in cui originariamente il contadino teneva le vacche malate (!)…ci abbiamo lavorato tantissimo, è stato insonorizzato, pitturato, arredato…ed ora è un’invidiatissima ed ampia sala prove di campagna! ;-)
- Ok, a presto ragazzi, grazie della vostra disponibilità e in bocca al lupo per ogni passo futuro!
- Grazie a te e a tutta la redazione di Stereo Invaders per lo spazio che ci avete riservato!









































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