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Recensioni Mondo Underground Sun King - Prisoners Of Rock
 

Sun King - Prisoners Of Rock Sun King - Prisoners Of Rock

Sun King - Prisoners Of Rock

info

Titolo
Prisoners Of Rock
Anno
Durata
54 minuti
Nazionalità
Formazione
Ivan Perugini - Vocals, Guitars, Piano
Daniele Sicini - Bass
Giacomo Pettinari - Guitars, Vocals
Roberto Tesei - Drums on tracks 2, 3, 4

Lucia Bordi - Violin on track 4
Stefano Casoni - Drums on tracks 5, 6, 7, 8, 9
Matteo Montironi - Drums on tracks 1, 10, 11
Tracklist
1. Turn Me On
2. Three Times Rock
3. Your Love
4. A Sign
5. After The Sign
6. I Rock I Roll
7. A Wave
8. I Just Want
9. The Dance Of Darkness
10. Man Of The Mountain
11. Hippogriff
Voto
6,5
Scritta da
Psychotron

"Prisoners Of Rock" è una summa di quanto i Sun King hanno prodotto sin qui, con l'aggiunta di alcuni inediti. La band di Civitanova Marche vede il coinvolgimento di Ivan Perugini, già ospitato su queste pagine per via della sua altra realtà musicale, i Project Czar. Questi assolati rockers mettono su dischetto 11 tracce di rock (manco a dirlo....), e del resto a partire dal titolo del CD, via via scorrendo songs come "Three Times Rock" o "I Rock I Roll", non ci possono esser dubbi su cosa vogliano suonare i Sun King. E sia, il loro rock è ben suonato e prodotto, dando al CD un'anima indubbiamente professionale e competitiva, tuttavia il sound del gruppo appare, a mio giudizio, fin troppo rilassato ed "educato", manca di grinta e sporcizia per aspirare a fregiarsi a pieno titolo della targa di rockarolla portatore sano di adrenalina. Echeggiano spunti chiaramente di stampo AC/DC ("Turn Me On", "Three Time Rock"), momenti più roots rock ("The Dance Of Darkness"), persino hendrixiani ("Your Love"), mentre altrove, complice anche la timbrica nasale di Perugini, i Sun King potrebbero ricordare gli Scorpions ("After The Night"). Anche dove il riff parte cattivo ("A Wave", "I Just Want") poi la tensione si stempera quasi subito, lasciando respirare la song, troppo o troppo poco - questo sta a chi ascolta deciderlo, in base al proprio gusto. "Prisoners Of Rock" è un disco di una band valida e dotata, che deve guadagnare ancora qualcosa a livello di incisività nel songwriting. Dice l'adagio: "Se son rose....", e sono rose, quindi aspettiamo che fioriscano.

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