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Recensioni Mondo Underground Gleam - Lady Psyché And Her Heart Mechanix
 

Gleam - Lady Psyché And Her Heart Mechanix Gleam - Lady Psyché And Her Heart Mechanix

Gleam - Lady Psyché And Her Heart Mechanix

info

Band
Titolo
Lady Psyché And Her Heart Mechanix
Anno
Durata
48 minuti
Nazionalità
Formazione
Andrea Salerni - voce, chitarra, tastiere
Davide Gozio - basso
Andrea Perini - batteria
Filippo Piazza - chitarra in "Arrogance"
Tracklist
1. Berber Dance
2. Feeling Lazy
3. Out Of Sync
4. Blond Purslane
5. Arrogance
6. Frantic Touches, Lucid Dreams
7. Sugarless
8. Souls Of Africa
9. Awful Voter
10. Twentynine Palms
Voto
8
Scritta da
Steve

Secondo album in studio per i Gleam, band fondata a Brescia tra il 2003 e il 2004 per iniziativa del factotum Andrea Salerni, del bassista Davide Gozio e del primo chitarrista (che ora ha lasciato la band) Filippo Piazza. I Gleam, reduci da vari cambi di line up, sono una band di indie rock molto interessante sul piano della sperimentazione del suono, molto dedita all’elettronica ma anche a tonalità inglesi sul modello di gruppi come Kasabian e Franz Ferdinand, che si innestano su un substrato hard rock memore degli illustri concittadini Timoria. Rispetto all’esordio di "Lip And Tremble", in cui il sound risultava più blues, sul modello di certi Robben Ford e Joe Bonamassa, "Lady Psyché And Her Heart Mechanix" è un album più completo, nello stile dell’indie rock, con riffs potenti e ballads all’inglese che non scadono mai nel romanticismo più spicciolo. Sicuramente emerge l’anima di musicista vero di Andrea Salerni, in grado di coniugare voce e vari strumenti, in un amalgama decisamente sperimentale e innovativo. Notevole è l’influenza orientaleggiante di alcuni pezzi, come "Berber Dance", in cui ritornano in mente le cavalcate progressive dei Tangerine Dream, così come il suono di "Kashmir" dei Led Zeppelin. A questo tocco esotico si alternano brani come "Frantic Touches", Lucid Dreams" che ricordano l’Inghilterra o come "Souls Of Africa", in cui l’evocazione delle anime è affidata, all’inizio del pezzo, a un coro gospel, cui segue un’andatura veloce e sincopata che ricorda i Led Zeppelin. Pezzo d’eccezione, infine, è "Arrogance", hard rock allo stato puro, segnato dalla calda voce di Andrea e da un ottimo riff di chitarra, che precede un assolo blues di notevole potenza, eseguito per l’occasione da un vecchio compagno di viaggio come Filippo Piazza, per l’occasione ritornato all’ovile. Meriterebbero molto di più i tre ragazzi bresciani, vista la loro maestria nel saper sperimentare e nell’uso di diverse strumentazioni e spero che questo nuovo lavoro possa farli conoscere anche oltre la città della Leonessa, in giro per l’Italia, come uno dei migliori progetti emergenti sulla scena indie nostrana.

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