Prendete il sound da entomologi dei Prong, gelido e cinico, e mischiatelo con l'ironia sorniona dei Queens Of The Stone Age, quello sguardo disilluso e concreto sulla realtà; se ancora non siete convinti, aggiungete un po' di Rollins Band, quel tocco stralunato e sbilenco ad abbellire le composizioni; sarà così che andrete configurando il nuovo "Exlpodisiac" dei Kevlar Bikini, album mixato da Tomas Skoksberg (Entombed, Refused, Hellacopters, Katatonia, At The Gates, Backyard Babies, Grave) e masterizzato da Pelle Enricsson (Meshuggah, In Flames, Refused). Essenziale si rivela proprio la produzione, nella resa finale di "Explodisiac", visto che buon merito dei Kevlar Bikini è l'aver azzeccato un sound estremamente specifico, peculiare, caratteristico, che contribuisce a donare una sua propria magia al songwriting della band; batteria secca, chitarre aspre e mordaci, una voce "a rincorsa" ed un basso che cerca di contenere tutto ciò. In poche parole, un sound fatto evidentemente di kevlar purissimo che aiuta la band a distinguersi da altre. Complimento al quartetto croato, che sale agli onori della cronaca grazie ad un dischetto molto interessante, dall'attitudine più americana che europa.






