Una Fiat 500 campeggia in copertina, una pellicola fine anni Sessanta che riporterà alla mente l’infanzia di chi ha vissuto quegli anni, e di chi magari non c’era, e ne ha comunque immaginato i contorni. Tanto vintage nel sound degli Onirica, malinconia per speranze mai avverate, cantautorato che trasuda di un made in Italy classicamente di decenni fa. Importante l’aspetto testuale, le cui indubbie qualità non adombrano le attitudini strumentali della band. Insomma, l’unico fine non sono solo le parole, ma anche le atmosfere create dalla musica. “Com'è Bella La Mia Gioventù” è così un inno al passato, al vapore che si alza su un asse da stiro consumato, al sole che si riflette su delle veneziane verde spento. Ricordi, in cui lo sguardo era volto al futuro, ed in cui ora mestamente ci si trova tra miti sfatati e paure ormai superate. Li attendiamo con una nuova fatica in studio, magari in grado di sfatare un po’ i miti musicali e culturali a cui si ispirano musicalmente, e a cui sacrificano troppo la loro personalità.






