Un flusso nero e continuo viene rilasciato da “Philosophical Black Purity”, fatica discografica della one-man band Lucus A Non Lucendo. Premettiamo che la tipologia di sound espresso, pur rimanendo nei canoni dell’ermetismo sonoro, risulta meno ossessiva di quanto personalmente mi immaginassi. Parliamo infatti di un Ambient dai connotati esotericamente Black e dalle cadenze Funeral. Il sound, nel suo continuum scivola via in una sorta di sconvolgente inerzia, nebbia che sale e che nasconde il fermo passo di un destino ineluttabile. La voce ci narra così di un nichilismo assoluto, un sussurro che echeggia dai più tetri meandri della nostra anima. La chitarra non è sempre stridente, e nel suo minimalista approccio riesce a trovare istanti evocativi e raffinati. Diciamo che, a differenza della media del genere, il sound non cade nella banalità, stupendoci positivamente. Entriamo così in uno stato di ipnosi, una sorta di catarsi in cui accogliamo, in modo distaccato, ciò che per totale sfiducia già avevamo preventivato. Il full-lenght non è chiaramente un’uscita per tutti, ma non nascondiamo la nostra positiva impressione, visto che le sensazioni ci arrivano vivide e per nulla schiave del modus-operandi del filone.






