Ferro rovente viene colpito con forza, incandescenti scintille colorano il nostro volto di rosso, parole di fuoco che raccontano riti antichi, usi e consuetudini tramandati e poi troppo spesso calpestati. Parliamo di tradizioni pagane, e del Metal degli Italiani Draugr, fieri cantori della nostra storia ed interpreti straordinari del filone. Seconda fatica in studio per gli Abruzzesi, che autoproducono un disco di qualità assoluta, capace di rapire la nostra attenzione sin da subito. Complessità strutturale e celestiale ispirazione si vestono di purissimo Pagan Black, sguardi e danze frenetiche intorno al fuoco dalla cadenze Folk che ci incantano, senza misura alcuna. “De Ferro Italico” parla delle nostre credenze ,della terra che tanto ha da narrare ed insegnare nei suoi secoli di storia. Il full-lenght in questione parla dell’abolizione della religione pagana nel 392 da parte dell’imperatore Teodosio e degli scontri che ne susseguirono. Illustriamo così passioni, sangue e lotta per un qualcosa che non si voleva fosse strappato e definitivamente reciso. Tra sfuriate Thrash, e accelerazioni che ci rammentano i geniali Finntroll, ci troviamo a dover assimilare un’ora di musica, flusso che ci raggiunge naturalmente, senza forzatura o orbello fini a se stessi. Non ci ritroviamo mai per un attimo annoiati, travolti da un orgoglio che non biascica parole, ma che pulsa di tradizioni e rituali mai dimentichi. Viscere palpitano di ardore, voluttà che viene espressa dalla cristallina resa degli strumenti, sofferenza che egregiamente viene cantata dallo straordinario Svafnir. Riflessioni profonde si intersecano a voglia di vivere, consapevolezza e malinconia, attenti a non far mancare la forza e l’orgoglio di un costume mai domo. Ci inchiniamo allora di fronte ai Draugr, artisti che incarnano perfettamente il concetto di Pagan, senza andare a cercare altrove ciò che il nostro stupendo paese sa raccontare.






