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Recensioni Mondo Underground Bid Zogo - Nightmare Inc.
 

Bid Zogo - Nightmare Inc. Bid Zogo - Nightmare Inc.

Bid Zogo - Nightmare Inc.

info

Titolo
Nightmare Inc.
Anno
Durata
33 minuti
Nazionalità
Formazione
Luca Taglietti - Voice, Guitar
Alice Lane - Bass
Denis Tavazzi - Guitar
Elia Micheletto - Drums
Tracklist
1. Casket Room
2. New Apocalypse
3. Nightmare Inc.
4. Save The Saviour
5. No-Human Banned
6. Mutilated
7. Let Me Die
8. Fire Under The Snow
9. T-Virus
10. 2012
Voto
6,5
Scritta da
Psychotron

Ci risiamo, ennesima presentazione di una band (la cosiddetta "bio") che fa riferimento a stati d'animo quali "odio", "rabbia", insofferenza verso le costrizioni di una "società da rifiutare" (in blocco evidentemente), "il tutto" - cito testuale - "senza tralasciare i dettagli e lo stile: vestiti neri e sguardi arrabbiati" (senza i quali, manco staremmo qui a parlare, ci mancherebbe.....). Questo tipo di veicolazione di messaggi è abbastanza fastidiosa, oltre che convenzionale e conformista. Non a caso stiamo parlando di nu metal e crossover, quella cioè che dovrebbe essere la musica "nuova", sese ..... E però la tendenza è monoliticamente questa, società uguale cacca (il "people=shit" degli Slipknot), sentimenti ultranegativi, barricate e guerrafonda-ismo fino alle estreme conseguenze. Vabbè, facciamo partire il lettore, e lasciamo che sia la musica a parlare, come recita l'adagio. L'opener "Casket Room" non fa assolutamente niente per farmi ricredere dai brutti presagi annusati sin qui, ma per fortuna la successiva "New Apocalypse", sebbene fortemente debitrice dei Sepultura post rottura di coglioni globale (facciamo direttamente i Soulfly?), si difende abbastanza, rivelandosi un pezzo, un po' stereotipato magari, ma di sicuro impatto. Via via che si dipana la tracklist, le coordinate rimangono immutate, la band privilegia un assalto al fulmicotone, con una discreta padronanza tecnica degli strumenti, una sufficiente dinamicità del sound, non esclusivamente buzzurro e cazzodurista ("Fire Under The Snow" flirta addirittura con l'electro-black metal), ma, al contempo, nessuna intenzione di staccarsi per un attimo dal solco dei vari Slipknot, Fear Factory, in piena osservanza dei dettami della Premiata Forneria Cavalera. Le vocals sono perfettamente allineate al genere, cartavetro a oltranza intervallata da melodie più alternative post grungettare, il solito connubio di violenza ed emotività. Potenti? Sicuramente. Poco altro però, l'orizzonte finisce lì, ad un palmo di naso; un discreto album, se si è in cerca della scintilla per incazzarsi con il proprio prossimo, a cominciare magari dal vicino di casa.

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