I Cabaret Sauvage sono una band rock alternativo italiana della zona di Torino. Questo EP raccoglie sei pezzi dal vivo, in cui possiamo da subito trovare qualche accostamento a realtà già affermate, come quelle ad esempio dei Marlene Kunz. Certo qui non c’è quella ricerca sofisticata nelle liriche, spesso incomprensibili o comunque molto narcisiste. La voce del cantante Umberto talvolta è solo un sussurro, un accenno, mentre la struttura compositiva più o meno è simile in tutti i brani; un inizio lento e compassato salvo poi un po’ di sana grinta rock nel ritornello. C’è spazio anche per una armonica suggestiva in “Sei E Quaranta”, seguita dal solito arpeggio acustico che ci introduce a “Amore Noise”: anche qui stesso canovaccio, dopo un rischio di onesto abbiocco, il brano ha un sussulto nella parte centrale. Mi unisco, senza offesa per la band, ai timidi applausi che accompagnano la conclusione dei pezzi. Certo non siamo al Madison Square Garden e probabilmente i Cabaret Sauvage si esibiscono in un piccolo locale piemontese (precisamente all’Asti Nuovi Rumori Festival) ma bisogna anche sottolineare come la band stenti un po’ a trascinare l’ascoltatore. Devo dire che se non altro “Timidi Eroi (Capra)” ha una struttura già più originale delle altre canzoni è tutto sommato questa alternanza tra momento lenti e un certo rock blues è apprezzabile. L’ultimo pezzo in pratica è un breve intermezzo in cui non si capisce neanche bene cosa dica il cantante Umberto, sopraffatto dal suono distorto delle chitarre. Avete presente l’entusiasmo della coppia di comici dei Zelig quando fanno il “cinema polacco”? Ecco questo è quello che a mio avviso emerge dall’ascolto di queste tracce dal vivo dei Cabaret Sauvage….






