Nord est italico, Rovigo, è la città natale degli Everglade, autori di un rock alternativo (cantato in inglese) con riferimenti evidenti al grunge e a band come Pearl Jam e Alice In Chains. Strappato un contratto con l’etichetta inglese UK Division gli Everglade hanno portato a termine un sogno di molti, ovvero quello realizzare un full-leght di canzoni nuove, e bisogna dire che già dall’ascolto delle prime tre,quattro tracce, da “Human Being” a “A Bitter Taste” i nostri ci sanno fare con gli strumenti. La voce di Matteo “Barba” Panin, pur senza eccedere tecnicamente e all’altezza della situazione così come le chitarre volutamente basse e quasi in sottofondo di Silvio “Siso” Maestri svolgono magistralmente il loro lavoro. “Thing To Save”, questo il titolo del CD, è sicuramente un buon esordio discografico nel suo complesso, ovviamente per gli amanti del grunge anni ’90. Canzoni scorbutiche, molto spesso melanconiche e riflessive in cui, come ho già detto, si cala bene l’ugola di Panin. Seppure superficialmente possa sembrare minimale il contributo ritmico, in realtà anche Luca Boscarato e Mattia Baratto (rispettivamente batteria e basso) svolgono il loro compito con bravura, come ad esempio nel pezzo “Weak Voices”. Abbastanza buono anche il packaging del prodotto, dall’artwork, ai testi sino alle foto, particolari che non in molti osservano ma che a noi di Stereo Invaders piace sottolineare. In definitiva un album da ascoltare e scoprire per gli amanti Eddie Vadder & soci, molto meno affascinante per i borchiati e fedelissimi metallari di vecchia generazione (come il sottoscritto?).






