Niente male questo album d’esordio dei Corni Petar, almeno per quanto riguarda il plastico e immobile mercato del rock alternativo italiano. “Ruggine”, questo il titolo dell’album contiene undici canzoni oneste, che possono essere accostate ad alcune band di riferimento del panorama italiano ma che possiedono comunque una propria personalità, come dimostra il convincente trittico iniziale “Magnolia”, “Universo” e “Un’Ottima Annata”. Anche sotto il profilo delle liriche, i Corni Petar pur non raggiungendo ovviamente vette poetiche, scrivono di sentimenti e stati d’animo in maniera più convincente di quando ultimamente partoriscono alcuni mostri sacri come Vasco Rossi e Ligabue (ma li avete ascoltati bene i testi delle solite canzoni passate 180 volte al giorno dalle radio commerciali?). Certo è un rock molto melodico quello dei Corni Petar, molto lontano da quello che il sottoscritto ascolta abitualmente ma, ripeto, la loro proposta è onesta e abbastanza originale, si possono apprezzare buoni ritornelli come in “Candida”, la breve “Le Distanze” e nella dolce ballata “In Fondo A Una Bugia”. Le Vibrazioni e Negramano sicuramente sono band di riferimento per questa nuova band che, per la verità quando cerca di essere più ruvida, cade nettamente nello scialbo (assolutamente priva di personalità la cover di “Rebel Yell” di Billy Idol). La title track è uno degli episodi più belli del CD, fin dall’arpeggio iniziale delle chitarre, il delicato contorno di tastiere e la voce sofferta di Giorgio Tenneriello. In conclusione, “Ruggine” è un CD sicuramente da tenere in considerazione per chi ama la musica italiana e il rock più sdolcinato e melodico.






