Gli Abaco nascono nel 2006 dalle ceneri di un project il cui nome era “Freeline”, proponendo un sound che galleggia tra il Rock Blues e il Progressive. Le influenze sono varie, dal Rock D’autore tipicamente di marchio italico, fino ad arrivare al Prog / Jazz. Da sottolineare la prestazione del basso, protagonista in un mare di delicati virtuosismi e cambi di tempo. La band non disdegna poi accelerazioni ed ambientazioni che ci riportano in mente i Nomadi, tonalità che sono particolarmente adiacenti al famoso gruppo, soprattutto nel comparto vocale. Proprio quest’ultimo risulta essere un po’ il punto debole dell’uscita, tanto da sembrare impacciato e non a suo agio in alcune tonalità. I pezzi scorrono via piacevoli, tra passaggi di tromba e atmosfere tanto sognanti quanto incisive. I musicisti in questione ci sanno veramente fare, non vi è dubbio alcuno al riguardo, perché l’eleganza non manca, come anche la capacità di stupire con note precise e cariche di tecnica. Nel complesso un lavoro più che soddisfacente, che ci affascina come cantautore navigato - alla De André - e che ci porta ad evadere ed ammiccare con il suo Progressive / Blues - alla Led Zeppelin e PFM - . Made in Italy in grande spolvero allora; complimenti agli Abaco per passione e competenza messi in gioco con un pizzico di follia e pindarici richiami a tantissimi generi. Denominatore comune la classe; non è cosa da poco !





