Sembra quasi che uno dei principali requisiti richiesti per far parte dei Winter Dust sia quello di chiamarsi Marco, visto che i 4/5 della band portano questo nome. Scherzi a parte, la band ha da poco pubblicato questo mini disco composto da sei brani più una bonus track, per un totale di 28 minuti, intitolato “Colours Of The Post-Storm”. Titolo assai suggestivo, che in qualche modo rende l’idea di quello che vuole essere la musica dei Winter Dust: provate per un attimo ad immaginare quella atmosfera calma e serena che si diffonde nell’aria dopo una violenta tempesta e nella quale un insieme di vivide luci riempiono di colore il paesaggio fin a poco prima interamente pervaso dal grigio. Non a caso, alcuni brani portano un nome che fa riferimento alla luce (“Daylight”, Twilight”, “Moonlight”), vista in diversi momenti della giornata, come tante sfaccettature della ricchezza di tinte cromatiche che la loro musica può assumere: ora triste e malinconica, ora impetuosa ed irruente. In tal senso, non deve trarre in inganno la semplicità della copertina, al contrario tutta in bianco ed azzurro, raffigurante un mare in tempesta. La band ama definire il proprio stile come piano-core, espressione che sicuramente fa riferimento alla forte presenza del pianoforte (splendido ad esempio l’intro di “Post-War”) unito al fatto che la voce, pur essendo perlopiù in chiaro, presenta diversi passaggi in screaming. Tuttavia, per la verità a mio avviso la musica dei Winter Dust ben poco ha a che spartire con l’hardcore o il metalcore, risultando semmai in qualche tratto vagamente più vicina al death melodico, anche se, a scanso di equivoci, presentano uno stile decisamente personale e che di certo non può essere qualificato come death, essendo, peraltro, piuttosto, più tendente al rock (o meglio ad una sorta di post-rock). Va poi segnalato come in effetti sia presente qualche imperfezione e come anche qualche volta certe sviste vadano a discapito della resa del brano, come in “Simple”, dove ad un certo punto si percepisce una gran confusione o nella bonus track “Con Un Deca”, cover degli 883, dove nella prima parte la voce sbaglia completamente tonalità, risultando a tratti persino stonata. Ad ogni modo, come segnalato, la band presenta idee interessanti e, superando qualche incertezza dovuta forse anche ad un pizzico di inesperienza, un ascolto lo merita senz’altro.
martedì, 09 febbraio 2010
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Recensioni Mondo Underground Winter Dust - Colours Of The Post-Storm
Winter Dust - Colours Of The Post-Storm
16 Settembre, 2009
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