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Gargamella - Teta Velata Gargamella - Teta Velata

Gargamella - Teta Velata

info

Titolo
Teta Velata
Anno
Durata
66 minuti
Nazionalità
Formazione
Lapo Marliani - classical guitar, vocals, piano, harmonium, kazoo, accordion
Nicola Savelli - acustic and steel percussion, keyboards, theremin, glockenspiel, harmonium, noises

Alessandro Bosco - flutes on “Xacaras”
Francesca Messina - vocals on “Danza Rossa”
Umberto Foddis, Niccolò Gallio, Candida Nieri, Joanna Pucci - choir on “Teta Velata”
Niccolò Gallio - whistle on “Novum Gaudium”
Alessio Colosi - vocals on “King of Nowhere”
Tracklist
1. Pater
2. Xacaras
3. Danza Rossa
4. Teta Velata
5. Mater
6. Leu Chansoneta
7. Sybil
8. The Remin Essence
9. Whisky
10. Novum Gaudium
11. Tubalcain
12. King Of Nowhere
Voto
8
Scritta da
Elio F

Il nome di Gargamella di solito è strettamente legato al mondo dei puffi e alle vicende con il loro acerrimo nemico. Nel caso di “Teta Velata”, tuttavia, il moniker scelto dagli autori ha ben poco a che fare con i piccoli ometti blu creati da Peyo. Le origini del progetto nascono un bel po’ di tempo fa, esattamente nel Giugno del 2006, dall’incontro tra Lapo Marliani e Nicola Savelli, i due personaggi che si celano dietro il nome di Gargamella, i quali dopo anni vissuti nell’underground più nascosto, hanno finalmente deciso di incidere il loro primo album, selezionando una dozzina di brani composti nella prima decade di attività. L’ispirazione principale per i Gargamella scaturisce dalla musica medievale: pur componendo brani originali, la band riesce in effetti a riprodurre sonorità che fanno rivivere epoche antiche, facendole riassaporare con stupefacente immediatezza e naturalezza. Ciò è reso possibile dal sapiente utilizzo di strumenti antichi o di estrazione popolare/folk, quali le fisarmoniche, l’harmonium, il flauto, insieme a chitarre classiche e ad un’ampia gamma di percussioni. Ai Gargamella basta però anche il semplice suono di un glockenspiel o di un pianoforte classico (ben diverso da qualsiasi anonimo piano elettrico) per far riaffiorare nell’ascoltatore sonorità in grado di rievocare ricordi d’infanzia o, magari, andando ancora più lontano, persino sonorità ancestrali, primordiali. I Gargamella riescono a ottenere questo partendo di solito da un tema o da una semplice melodia, che viene però ammantata di atmosfere suggestive ed intense, a tratti persino oscure e misteriose. In qualche caso, come per “The Remin Essence”, la band tenta la via di una maggiore complessità, finendo però per la verità per perdersi un po’ dietro una sperimentazione troppo enfatizzata, quasi forzata. In tal senso, appare decisamente più riuscito invece un brano come “Tubalcain”, molto bello e vario, tra gli highlights del disco. Nella tracklist sono poi stati inseriti dai Gargamella anche alcuni diretti riferimenti alla musica che li ha ispirati: così “Xacaras” rimanda ad un’antica danza spagnola risalente al XVI secolo (ed è infatti cantata pure in spagnolo); “Leu Chansoneta” è tratta da una canzone medievale composta dal trovadore provenzale Guiraut de Bornelh, vissuto a cavallo tra il XII ed il XIII secolo; “Danza Rossa”, infine, è tratta da “Tempus Est Iocundum”, uno dei più celebri Carmina Burana del XII secolo (ripresa, tra gli altri, qualche anno fa, anche dagli In Extremo), che nella versione dei Gargamella sprigiona un’energia ed una carica altamente coinvolgente. Chiude “King Of Nowhere”, un altro brano molto bello ed affascinante, seguito però da circa tredici minuti di assoluto silenzio prima che parta una traccia nascosta. In conclusione, “Teta Velata” è un disco molto intenso ed affascinante, da scoprire e da gustare con calma. Complimenti dunque ai Gargamella e, considerando che hanno impiegato ben sedici anni prima di pubblicare il loro primo album, l’auspicio è di poterli riascoltare molto presto.

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