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Recensioni Mondo Underground Solid Vision - Sacrifice
 

Solid Vision - Sacrifice Solid Vision - Sacrifice

Solid Vision - Sacrifice

info

Titolo
Sacrifice
Anno
Durata
56 minuti (CD 1) / 56 minuti (CD 2)
Nazionalità
Formazione
Samuel Pintus - vocals
Brian Maillard - guitars
Americo Rigoldi - keys
Yan Maillard - drums & percussions & backing vocals
Lucio Manca - bass
Tracklist
CD 1:
1. The Waters Of The Oceans
2. Freedom From Pain
3. Apocalypse
4. Millions Of People
5. Shudders On My Back
6. From Hell To Paradise
7. New Emotion
8. Memories
9. Victim Dies In Vain
10. Sacrifice For One Life
11. Same Death

CD 2:
1. The Waters Of The Oceans (instrumental version)
2. Freedom From Pain (instrumental version)
3. Apocalypse (instrumental version)
04. Millions Of People (instrumental version)
5. Shudders On My Back (instrumental version)
6. From Hell To Paradise (instrumental version)
7. New Emotion (instrumental version)
8. Memories (instrumental version)
9. Victim Dies In Vain (instrumental version)
10. Sacrifice For One Life (instrumental version)
11. Same Death (instrumental version)
Voto
8,5
Scritta da
Theo

Sconcertante. C'è da stupirsi nel recensire un doppio album di 11 tracce pìù altrettante strumentali? C'è da stupirsi se l'artwork intero è molto curato, la band suona navigata e la qualità del disco è così alta? Normalmente no, se non fosse che I Solid Vision, italianissimi di Cagliari sono una band underground. Certo alla band il curriculum non manca; ben tre quinti della formazione infatti sono stati musicisti di Charlie Dominici, secondo vocalist dei Dream Theater, predecessore di James LaBrie. L'estrema tecnicità di tutta la band è palese, ma sugli scudi forse ancora di più dell'ottima voce di Samuel Pintus sono le chitarre di Brian Maillard, incisive e melodiche e capaci, complici le tastiere, di creare armonie e atmosfere eteree. Il genere è come facilmente intuibile heavy metal macchiato di progressive. Tra le altre spiccano "Freed From Pain", la ballata "From Hell To Paradise" e "Victim Dies In Vain". La scelta di inserire anche il secondo disco strumentale potrebbe risultare discutibile, se non fosse che i pezzi conservano anche senza voce un certo fascino che le rende un ottimo sottofondo. Consigliatissimo ovviamente agli appassionati del genere, ma anche a chi non fosse cultore di questa scena (come me) troverà comunque un disco molto interessante.

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