Sconcertante. C'è da stupirsi nel recensire un doppio album di 11 tracce pìù altrettante strumentali? C'è da stupirsi se l'artwork intero è molto curato, la band suona navigata e la qualità del disco è così alta? Normalmente no, se non fosse che I Solid Vision, italianissimi di Cagliari sono una band underground. Certo alla band il curriculum non manca; ben tre quinti della formazione infatti sono stati musicisti di Charlie Dominici, secondo vocalist dei Dream Theater, predecessore di James LaBrie. L'estrema tecnicità di tutta la band è palese, ma sugli scudi forse ancora di più dell'ottima voce di Samuel Pintus sono le chitarre di Brian Maillard, incisive e melodiche e capaci, complici le tastiere, di creare armonie e atmosfere eteree. Il genere è come facilmente intuibile heavy metal macchiato di progressive. Tra le altre spiccano "Freed From Pain", la ballata "From Hell To Paradise" e "Victim Dies In Vain". La scelta di inserire anche il secondo disco strumentale potrebbe risultare discutibile, se non fosse che i pezzi conservano anche senza voce un certo fascino che le rende un ottimo sottofondo. Consigliatissimo ovviamente agli appassionati del genere, ma anche a chi non fosse cultore di questa scena (come me) troverà comunque un disco molto interessante.






