Ridete ridete, ma io mi ero comprato la limited edition del CD, con gatefold cover e posterino accluso (nonostante l'artwork fosse orrendo). Quanto era facile gettare sterco sui Megadeth nel 2001, all'indomani dei blasfemi "Cryptic Writings" e "Risk", gli album che avevano "offeso" il Santo Sepolcro di Gerusalemme e bestemmiato gli Dei del metallo? Megadave ci mise del suo, spergiurando che "The World Needs A Hero" era un ritorno al thrash, dopo le divagazioni hard rock e mainstream, da lui stesso rinnegate ("ci volevano trasformare nei nuovi Giant"..... chi? Forse, una cospirazione di alieni, multinazionali, case farmaceutiche e la Santanché?). Ascoltato con quella speranza, "T.W.N.A.H.W." non poteva che rivelarsi un fallimento poiché, seppur dotato di timidi elementi thrash, era fuori di dubbio che la sua parentela più prossima rimaneva con "Youthanasia" e "Cryptic Writings". Pareva proprio che, per quando Mustaine si sforzasse con autentico convincimento, non fosse più capace di ordire le architetture di un novello "Rust In Peace", le sue mani si erano intorpidite, le sue melodie zuccherate, la velocità media dei pezzi affogata nella camomilla, e intrecci e cambi di tempo erano a livello calma piatta. Tuttavia, a parere di chi scrive (stampatevelo bene in testa, non ho scritto "questo è il V-a-n-g-e-l-o", ma: "a parere di chi scrive") quest'album non è affatto malgvagio; vive di luci ed ombre, ma rappresenta comunque ancora un momento di vitalità e genuinità dei Megadeth, assai più dei recenti album total thrash, finiti come le tette della Cipriani, eppure tanto ligi alla tradizione. "T.W.N.A.H." suona assai più spontaneo del successivo "The System Has Failed", una vera tragedia a livello di songwriting. Molto buone a mio giudizio "Disconnect", "1000 Times Goodbye", "Losing My Senses", mentre con "Moto Psycho" i Megadeth confezionano una grande pop metal song che non avrebbe sfigurato su "Countdown To Extinction". Ritmica sbilenca, in levare, con continui fraseggi solisti nel mezzo, ed un chorus molto divertente. "Promises" è una ballad forse troppo fuori contesto, "Burning Bridges", "Reciper For Hate...Warhorse", la title track e "When" sono senza infamia e senza lode, "Dead And The Fugitive Mind" ricalca un po' troppo "Sweating Bullets" e "Return To Hangar" beh....è un omaggio dichiarato, diciamo così ai tempi di "Hangar 18". Con almeno tre songs in meno "T.W.N.A.H." avrebbe potuto avere una resa assai più efficace di quella che invece alla fine ha, azzoppato da troppe lungaggini e da qualche momento inutilmente prolisso. Permane il senso di una transizione in divenire, un disco incompiuto ma pieno di spunti.






