Gli Skyclad a mio parere hanno sempre voluto pubblicare troppo e troppo in fretta; forse per esigenze economiche, forse per una creatività che a loro pareva esorbitante; in particolare i dieci album pubblicati nei nove anni che vanno dal '91 al 2000 la dicono lunga sulla bulimia discografica dei nostri. E se, almeno inizialmente, la brillantezza di penna assisteva gli inglesi in fase di scrittura, in seguito le release sono divenute più altalenanti, dignitose per via del mestiere dei musicisti coinvolti, le belle liriche di Walkyer sempre salaci, ironiche e puntute, e gli artwork sempre intriganti, ma la musica, beh quella non sempre era all'altezza. "Folkémon" fu uno di questi album mediani (e modesti), dal titolo davvero azzeccato (impazzava la Pokémon mania), il consueto artwork floreale spiritoso e "folk", ed una serie di titoli e testi allettanti, comunicativi e stimolanti. Le canzoni vere e proprie però, ancorché costruite su cliché rodati in casa Skyclad, non vanno oltre una mera sufficienza. Chi non aveva magari mai ascoltato la band, poteva anche rimanere sorpreso dalla loro veemente mistura di metal e folk, rock e riferimenti popolari, ma chiunque avesse dato un ascolto almeno a "A Burnt Offering For The Bone Idol" (1992), "Jonahs' Ark" (1993), "Irrational Anthems" (1996) o "Oui Avant-Garde A Chance" (1996), non poteva non riconoscere l'eclatante calo qualitativo degli Skyclad. Il precedente "Vintage Whine" (1999) era stato comunque un album discreto, e "Folkémon" arriva proprio a sancire la disgregazione della band che di lì a poco perderà lo storico (e fondamentale) singer e lyricist Walkyer, sbandando vistosamente verso un futuro incerto e misterioso (che perlomeno porterà una pausa discografica di 4 anni - un'eternità per gli Skyclad), intesa come studio album di inediti. Ultimo platter della formazione storica degli Skyclad, ma anche canto del cigno di una firma che da qui in poi ha giocoforza dovuto cambiar pelle. Da segnalare comunque le interessanti "The Great Brain Robbery", "Think Back And Lie Of England", "The Disenchanted Forest". L'album originariamente doveva chiamarsi "Polkageist!" come la terza traccia in scaletta. Curioso il riffing delle strofe di "Déjà Vu Ain't What It Used To Be" ... non mi sarei mai aspettato di sentire i Saxon in una song degli Skyclad, ma del resto si tratti comunque di figli d'Albione.






