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Recensioni Remeber The Fallen Empire - Trading Souls
 

Empire - Trading Souls Empire - Trading Souls

Empire - Trading Souls

info

Band
Titolo
Trading Souls
Etichetta
Durata
45 minuti
Nazionalità
Formazione
Tony Martin - vocals
Rolf Munkes - guitars
Neil Murray - bass
Gerakd Kloos - drums
Don Airey - keyboards
Anders Johansson - drums sulle tracce 3 e 7
Tracklist
1. One In A Million
2. Pay Back Time
3. Teenage Deadhead
4. Big World, Little Man
5. You
6. Perfect Singularity
7. Wherever You Ggo
8. Did You Ever Love Me
9. Comin’ Home
10. Back In The Light
Voto
5,5
Scritta da
MetalMilitia71

L’ex cantante dei Black Sabbath Tony Martin ha preso parte a numerosi progetti nel corso degli ultimi anni, tra cui questo degli Empire, per la verità oramai datato 2002. Si perché “Trading Souls” è stato ristampato esattamente dieci anni dopo la sua uscita dalla Lion Music in edizione digipack. Si tratta, sulla carta, di una super band perché oltre alla prestigiosa ugola di Martin, il progetto Empire vede coinvolto anche il turnista inglese Neil Murray (troppo tante le band da citare, ricordiamo solo Black Sabbath e Whitesnake) al basso e il grande Don Airey (Deep Purple) alle tastiere. Su alcune tracce troviamo anche Anders Jhoansson, attuale drummer degli HammerFall, mentre la maggior parte vede Gerald Kloos dietro le pelli. Il progetto è nato da un idea del chitarrista tedesco Ralf Munkes. Tanto ben di Dio si sposa abbastanza bene con le prime tracce del disco, vedi “One In A Million” e “Pay Back Time”. Hard rock melodico quello degli Empire su cui come sempre svetta la classe di Tony Martin, sebbene nel proseguo l’album non mantiene tutte le promesse iniziali. Sia i riff di Munkes sia anche gli stessi titoli delle canzoni danno l’idea un po’ della mancanza di fantasia in fase compositiva, “Big Word, Little Man”, “You” e “Comin’ Home” non sono pezzi che brillano di originalità. “Trading Souls” è un album freddo, che trasmette ben poche emozioni all’ascoltatore, nemmeno la prestazione come sempre valida di Martin riesce a scaldare un po’ le song. Si salva forse solo “Wherever You Go”, che insieme al pezzo d’apertura sono i pezzi che escono dalla mediocrità. Molto meglio quello che il cantante di "Tyr" e "Headless Cross" ha proposto in collaborazione con il chitarrista italiano Dario Mollo. Una ristampa interessante solo per i collezionisti.

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