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Recensioni Remeber The Fallen Annihilator - Never, Neverland
 

Annihilator - Never, Neverland Annihilator - Never, Neverland

Annihilator - Never, Neverland

info

Titolo
Never, Neverland
Anno
Durata
44 minuti
Nazionalità
Formazione
Coburn Pharr - vocals
Jeff Waters - guitars, african drums
David Scott Davis - guitar
Wayne Darley - bass
Ray Hartmann - drums, african drums
Tracklist
1. The Fun Palace
2. Road to Ruin
3. Sixes And Sevens
4. Stonewall
5. Never, Neverland
6. Imperiled Eyes
7. Kraf Dinner
8. Phantasmagoria
9. Reduced To Ash
10. I Am In Command
Voto
10
Scritta da
Psychotron

"Alice In Hell" fu dinamite allo stato puro, una nuova via al thrash ordita dall'allora semi sconosciuto Jeff Waters di Ottawa, Ontario, Canada. 24 anni appena e Mr. Waters torna con un nuovo album, secondo alcuni pure più devastante del primo. Personalmente continuo forse a preferire l'esordio, magari per una mera questione affettiva, ma è indubbio che "Never, Neverland" porta ancora più avanti il livello di tecnicismo e raffinatezza del thrash sound degli Annihilator, creatura che sin dall'inizio fu concepita come un project personale di Waters. Tanto quanto il debut dell'89, questo nuovo lavoro lascia estasiati tutti i cultori della "buona musica" metal, quella fatta con classe, perizia strumentale e creatività di scrittura. Questo è mostruosamente vero se inteso col senno di poi, visto che, almeno a parere di chi scrive, Waters pare aver totalmente perso quella capacità compositiva, quel genio, quella brillantezza che lo ha posto per parecchi anni sopra chiunque, mostri sacri compresi. La miglior stagione degli Annihilator si conclude col '94, tuttavia, "Refresh The Demons" (1996) si rivela comunque un buon album, poi inizia il declino, talvolta con scelte produttive (sempre autoctone ed autoreferenziali nel caso di Waters) anche discutibili. Qui tutto il meccanismo è ancora perfetto: innanzitutto i riff, meravigliosi, concatenati come un puzzle di eccellente fattura, infiniti cambi di tempo, una grinta ed un'adrenalina che non vengono mai meno, una sezione ritmica indiavolata, un singer tosto e muscolare (Coburn Pharr che sostituisce il folcloristico ma non privo di difetti Randy Rampage) e poi, lui, the magic man, Jeff Waters, un uomo che a cavallo degli anni '80/'90 ha scritto e suonato i più begli assoli che il metal abbia mai avuto. Orgasmica ogni singola traccia di questo capolavoro del techno-thrash, che piazza lì pure una nuova "Alice In Hell", ovvero "Never, Neverland", titletrack per titletrack. Non vi ammorbo con un'analisi pezzo per pezzo perché sarebbe del tutto futile e velleitario, "Never, Neverland" è il disco thrash da avere, valido in ogni suo aspetto, dal primo all'ultimo minuto, dalla prima all'ultima delle tante note suonate. Un caposaldo del genere, una lontana, purtroppo lontanissima (nel tempo) polaroid di quello che era capace di fare uno dei migliori e più talentuosi chitarristi e songwriter dell'universo metal.

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