La seconda delle ristampe della discografia dei Touchstone, intrapresa su iniziativa della Steamhammer/SPV, riguarda, dopo l’EP “Mad Hatters”, il primo full-lenght della band, intitolato “Discordant Dreams”. Tra il primo disco e questo c’era stato nel frattempo qualche cambio in line-up, con l’innesto del batterista Al Melville e soprattutto della cantante Kim Seviour, la cui voce, sin da subito, nei suoi duetti con Rob Cottingham, diventa uno dei principali marchi di fabbrica della band. Lo stile del gruppo britannico non si discosta molto dal primo lavoro e si assesta su sonorità di rock melodico molto raffinate, che si evolvono di tanto in tanto in strutture di più ampio respiro, andando a sfociare nel neo-prog, talvolta indurendo anche i suoni con le chitarre di Adam Hodgson che assumono un approccio più deciso e vigoroso. Tra gli highlights del disco, vanno annoverati senz’altro brani come la title-track, “Being Hannah”, “Shadow”, “Blacktide” e “Dignity”, tutti degli ottimi esempi di come i Touchstone riescano a far convivere al meglio tutte le caratteristiche del proprio sound, incantando con arrangiamenti di gran classe ed entusiasmando con emozionanti assoli ad opera del duo Cottingham/Hodgson. Discorso a parte merita la suite “The Beggar’s Song”, suddivisa in due parti, nella quale emerge in maniera più evidente l’anima prog della band. La ristampa, come nel caso di “Mad Hatters”, è arricchita da due bonus tracks, anch’esse registrate dal vivo, stavolta all’High Voltage Festival tenutosi a Londra nel 2010: la scelta è ricaduta su “Wintercoast” e “Strange Days”, due canzoni che in realtà sono state estratte dal full-lenght successivo della band, intitolato appunto “Wintercoast”. Ottimo debut-album dunque da parte di questa band, che si dimostra già in grado di realizzare un lavoro maturo e di altissimo livello, che merita senz’altro di essere rispolverato.






