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Recensioni Remeber The Fallen Naumachia - Black Sun Rising
 

Naumachia - Black Sun Rising Naumachia - Black Sun Rising

Naumachia - Black Sun Rising

info

Titolo
Black Sun Rising
Durata
42 minuti
Nazionalità
Formazione
Soyak - vocals, guitar
Armand - guitar, vocals
V X - synth, keyboard
Mortifer - bass
Icanraz - drums
Tracklist
1. Inward Spiral
2. Egomaniac Frenzy
3. Mortification Study
4. Voyeristic Life Abuser
5. Fornicatrix
6. Iconography Of Pain
7. Sedated Daimona
8. Abreaction
9. Act Of Renunciation
Voto
7,5
Scritta da
Elio F

I Naumachia ripropongono una ristampa del loro terzo album, “Black Sun Rising”, originariamente pubblicato nel 2009, ma che all’epoca sicuramente non aveva avuto la visibilità che avrebbe meritato. Per registrare il disco, la band si era presentata, peraltro, con una formazione decisamente rinnovata, considerando che c’erano stati ben tre nuovi innesti: infatti, accanto ai membri storici Soyak e Armand, venivano inseriti il bassista Mortifer, il batterista Icanraz (ora nuovamente rimpiazzato) ed il tastierista V X. Proprio l’innesto di quest’ultimo si rivela fondamentale per il sound della band, essendo questo caratterizzato da sonorità death/black, con influenze dei Behemoth, ad esempio, alle quali vengono aggiunte però tappeti di tastiere in grado di creare suggestive atmosfere e che contribuiscono ad introdurre anche elementi industrial. L’apporto delle tastiere evidenzia peraltro la presenza di ulteriori, svariate, influenze nella musica dei Naumachia, quali potrebbero essere Dimmu Borgir, …And Oceans e Project Hate MCMIXC. Al di là di questo, tuttavia, i Naumachia riescono a tirare dritto per la propria strada, creando un originale mix di sonorità aggressive ed atmosferiche, arricchito ulteriormente dal ricorso a diversi temi e cambi continui all’interno del brano, in perfetta stile prog/death. Per contro, è pur vero che, andando avanti con l’ascolto del disco, non si assiste mai a reali colpi di genio e anche le stesse tastiere tendono ad essere un po’ ripetitive nella scelta dei timbri e dei tappeti, così come la sezione ritmica appare poco fantasiosa, in qualche frangente. Non mancano, tuttavia, come osservato, spunti interessanti, grazie soprattutto a brani alquanto complessi ma sempre molto diretti ed aggressivi, uniti ad una buona personalità dimostrata dalla band. “Black sun rising” è dunque un buon disco, che sarebbe un peccato far passare pressoché inosservato per la seconda volta.

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