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Recensioni Remeber The Fallen The Black Crowes - Shake Your Money Maker
 

The Black Crowes - Shake Your Money Maker The Black Crowes - Shake Your Money Maker

The Black Crowes - Shake Your Money Maker

info

Titolo
Shake Your Money Maker
Etichetta
Anno
Durata
54 minuti
Nazionalità
Formazione
Chris Robinson - vocals
Rich Robinson - guitar
Jeff Cease - guitar
Johnny Colt - bass guitar
Steve Gorman - drums

Additional personnel
Chuck Leavell - piano, organ
Brendan O'Brien - "a potpourri of instruments"
Laura Creamer - background vocals
Tracklist
1. Twice As Hard
2. Jealous Again
3. Sister Luck
4. Could I've Been So Blind
5. Seeing Things
6. Hard to Handle (Otis Redding cover)
7. Thick N' Thin
8. She Talks To Angels
9. Struttin' Blues
10. Stare It Cold
Voto
8,5
Scritta da
Psychotron

Basterebbero le prime 4 righe che Wikipedia dedica alla band per capirne la portata: definiti "il gruppo rock 'n' roll più rock 'n' roll del mondo", 20 milioni di album venduti, in tour mondiali assieme a mostri sacri del calibro di Aerosmith, ZZ Top, AC/DC, Jimmy Page. Cinque di quei 20 milioni di copie furono vendute col primo album, il qui presente "Shake Your Money Maker", un juke box di singoli che fece immediatamente esplodere la band sulla bocca di tutti. Alcune songs provengono dal primissimo repertorio della band, quando ancora il monicker adottato era Mr. Crowe's Garden. Con quell'attitudine vintage che rimandava direttamente ai Rolling Stones, un recupero puro ed incontaminato del rock 'n' roll praticamente scevro da esposizione all'hard, ma semmai pesantemente corrotto dal blues, come il rock primigenio del resto era, e dal soul, un fare un po' svaccato hippie e stradaiolo, i Black Crowes convinsero un po' tutti nel 1990, prima che il decennio del nichilismo ci riempisse le pa...gine di musica grunge, depressa e eroinomane. I Black Crowes di depressivo non avevano proprio nulla (magari di tossico e alcolico si però), anzi invitavano alla gioia, al vitalismo, in poche parole, al rock 'n' roll, energia e ritmo. Certo, l'apporto del blues poteva incidere malinconicamente, ma senza mai condurci verso l'entropia dei figli di Seattle. E c'era chi - per fortuna - preferiva sempre e comunque un Jerry Lee Lewis o i Creedence Clearwater Revival ai Layne Staley e ai Kurt Cobain, ecco perché, nonostante gli anni '90, il gruppo seppe imporsi. Deus ex machina dei Black Crowes erano (e rimangono) i fratelli Robinson, sistematicamente autori di ogni traccia, ad eccezione della cover di Otis Redding. Il buon piazzamento nelle classifiche e nelle liste di gradimento del pubblico permane fino alla metà del decennio, poi, nonostante un'ampia quantità di album pubblicati (9 in totale, fino al 2010), la fama dei Black Crowes, perlomeno in Europa, scema un po', pur mantenendo l'alone di culto sul combo di Atlanta, stimato e rispettato come uno dei grandi vecchi del rock (evidentemente più per attitudine che per anagrafe). "Shake Your Money Maker" è un disco che si riascolta sempre volentieri, non invecchia mai o, al contrario, più invecchia più migliora, e direi che sia proprio il caso di riscoprirlo, magari proprio con questa recensione.

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