A parere di chi scrive, i Led Zeppelin sono la più grande rock band di tutti i tempi: la loro discografia rende piena testimonianza di ciò, ma basterebbe ascoltare questo loro quarto album per innamorarsi della loro musica. Il fatto eccezionale è che, rifiutando qualsiasi convenzione pop, il disco non prevede in copertina né il nome della band né un titolo per l’album, tanto da essere stato chiamato semplicemente “IV” o “Zoso”, con riferimento ad uno dei simboli contenuti all’interno del disco: d’altra parte, sono circolate tante leggende attorno a questo disco e tanto è stato detto e scritto a proposito del suo simbolismo, sia a livello grafico-visivo che concettuale. Tutti aspetti che hanno contribuito a creare un’aura di mistero e di magia attorno all’album e che ancora oggi lo rendono quanto mai affascinante. Quel che più conta, tuttavia, è che in realtà è principalmente la musica la vera e unica protagonista del disco, tanto da lasciare un segno indelebile nel cuore e nell’animo di chi l’ascolta, consacrando per sempre la band nell’Olimpo dei più grandi. Già il lato A del disco (parlando, ovviamente, dell’originario LP) è semplicemente inarrivabile, con quattro tracce che sono degli autentici capolavori: la dirompente “Black Dog”, la trascinante “Rock And Roll”, le atmosfere fantasy e le sonorità folk-acustiche di “The Battle Of Evermore” (brano ispirato alla letteratura tolkieniana e che vede la partecipazione di una cantante, Sandy Denny, che duetta con Robert Plant) e poi, la mitica, leggendaria, “Stairway To Heaven”, da molti considerata la canzone più bella di sempre, semplicemente sublime con i suoi magici arpeggi e l’assolo da brividi di Page. Il disco sarebbe stato già a questo punto un capolavoro, ma c’è ancora un intero lato B con altre splendide canzoni che arricchiscono ulteriormente l’album. Si parte con “Misty Mountain Hop”, divertente racconto di un lisergico “viaggio”, seguito da “Four Sticks”, traccia ipnotica e suggestiva, interpretata da Bonham, come già suggerisce il titolo stesso, con quattro bacchette. Chiudono la splendida ballata “Going To California” e “When The Levee Breaks”, costruita su una vecchia canzone di Memphis Minnie. Insomma, con questo loro quarto disco, i Led Zeppelin raggiungono davvero il loro apice creativo, firmando un classico senza tempo: la storia del rock passa da qui.






