In seguito al successo dell’album “Midian” e del suo relativo “boom mediatico”, i Cradle tornarono alla carica con l’EP “Bitter Suites To Succubi”, un disco per certi versi ancora oggi sottovalutato. Si tratta principalmente di una compilation comprendente sei brani inediti, tre rivisitazioni ed una cover, la cui qualità e produzione sono decisamente buone. Tutta la band si dimostra in gran spolvero, a cominciare dall’ottima prestazione di Mr. Filth che elabora ulteriormente il cantato impiegato in “Midian”, rendendolo ancora più teatrale ed incisivo. “All Hope In Eclipse”, brano inedito che venne impiegato per il discusso film horror/splatter di Dani Filth intitolato “Cradle Of Fear”, é un ottimo esempio di che cosa significhi abbinare il metal estremo ad una venatura musicale cinematografica. Il singolo “Born In A Burial Gown”, altro inedito del quale venne realizzato un video clip per certi versi buffo, è un’ottima song che i Cradle suonarono spesso dal vivo anche durante il tour dell’album successivo. Questo EP si discosta in parte da “Midian” e per certi versi fu interpretato dai fan e dai critici come un “passo indietro” da parte della band, personalmente penso si sia trattato di un episodio a “sé”, una raccolta di brani che ha segnato la fine di un’epoca dei nostri. Tornando alla musica, la rivisitazione di "Summer Dying Fast" è a dir poco sbalorditiva, soprattutto il finale, personalmente reputo questo brano un capolavoro. Gli scarni suoni di tastiera del primo album (già di per sé sufficienti a rendere suggestivo il finale…) vennero rimpiazzati da un finale sinfonico molto azzeccato, stupendo l’inserimento vocale della bravissima Sarah Jezebel Deva. La traccia che spezza il disco in due parti è una riuscitissima cover dei The Sisters Of Mercy “Not Time To Cry” della quale i Cradle realizzarono un bel videoclip. Più che convincenti le riproposizioni di “The Principle Of Evil Made Flesh” e la rivisitazione di “The Black Goddess Rises II”, una sorta di seconda parte della prima contenuta nell’album “The Principle…”. L’EP è chiuso da un altro brano impiegato in “Cradle Of Fear”, stiamo parlando di “Scorched Earth Erotica”, una song che per certi versi ha anticipato quello che la band proveniente da Suffolk avrebbe messo in campo quasi una decina d’anni dopo. Dal black metal sinfonico qui passiamo spesso ad una venatura più “goth”, anche se il tipico riffing di matrice scandinava non viene abbandonato del tutto. Anche in questo caso fu realizzato un videoclip contenente diverse scene del film di Dani e spezzoni della band intenta a suonare. Trascurabili gli inediti “Suicide And Other Comfort” (non male tuttavia alcune idee compositive e sonore) e l’intermezzo “Dinner At Deviant’s Palace”. La prima versione del disco che uscì conteneva il videoclip di “Born In A Burial Gown” e il trailer di “Cradle Of Fear”, oltre ad una bella photo gallery comprendente anche immagini del bookleto del disco. “Bitter Sweet To Succubi” fotografa i Cradle Of Filth in uno stato di grazia dal punto di vista dell’intensità, della cura dei dettagli e della precisione. Dal successivo full lenght intitolato “Damnation And A Day” si aprirà un nuovo capitolo nella storia dei vampiri britannici…






