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Recensioni Remeber The Fallen Virgin Steele - The Marriage Of Heaven & Hell: Part I
 

Virgin Steele - The Marriage Of Heaven & Hell: Part I Virgin Steele - The Marriage Of Heaven & Hell: Part I

Virgin Steele - The Marriage Of Heaven & Hell: Part I

info

Titolo
The Marriage Of Heaven & Hell: Part I
Etichetta
Anno
Durata
70 minuti
Nazionalità
Formazione
David DeFeis - Vocals, Keyboards, Orchestration
Joey Ayvazian - Drums
Edward Pursino - Guitars, Bass

Tracklist
1. I Will Come For You
2. Weeping Of The Spirits
3. Blood And Gasoline
4. Self Crucifixion
5. Last Supper
6. Warrior's Lament
7. Trail Of Tears
8. The Raven Song
9. Forever Will I Roam
10. I Wake Up Screaming
11. House Of Dust
12. Blood Of The Saints
13. Life Among The Ruins
14. The Marriage Of Heaven And Hell
Voto
9
Scritta da
Francescojo

Dopo la breve parentesi hard ‘n’ heavy di “Life Among The Ruins”, il disco del ritorno dei Virgin Steele, nel 1995, in una epoca dove l’heavy metal classico viveva un momento di crisi a causa dell’esplosione del grunge, la band newyorkese realizzó uno dei capolavori dell’intero movimento epic metal, il grandioso “The Marriage Of Heaven And Hell - Part One”, prima parte di una trilogia che consegnerá definitivamente i Virgin Steele all’Olimpo delle grandi bande Metal. Il sound del gruppo si fa ancora piú epico e pomposo rispetto al passato, grazie ad un utilizzo maggiore delle tastiere, mantenendo comunque la potenza dell’heavy metal, con le chitarre sempre in primo piano ed un Pursino in stato di grazia. Raffinati ed eleganti, i Virgin Steele consegnano alla storia alcune tra le più grandi canzoni epic mai composte, iniziando dall’opener “I Will Come For You”, botta heavy resa immortale dal break intermedio, che contiene la melodia portante della trilogia, una melodia da brividi, senza tempo. L’album è un susseguirsi di canzoni che potrebbero essere tranquillamente considerate dei classici dell’epic metal, quali “Weeping Of The Spirit”, “Self Crucifixion”, “Last Supper” e “Trail Of Tears”, nelle quali aleggia un atmosfera che difficilmente si puó incontrare in altri disco dello stesso genere, grazie a arpeggi delicati ed evocativi, riff diretti, precisi ed eleganti, una voce perfetta sempre sugli scudi, ora aggressiva, ora sognante, e tappeti di tastiera raffinati e mai troppo invadenti. Il classico heavy metal fa capolino nella seconda metà del lavoro, anche se è la terza traccia, “Blood & Gasoline”, la migliore del lotto, grazie ad un ritmo incalzante, un riff micidiale e un assolo rapace ma melodico, e non manca neppure la ballad, l’intensa “Forever I Will Roam”, tra le migliori dei Virgin Steele. “The Marriage Of Heaven And Hell” insegna che si può essere epici anche senza batteria in doppia cassa ad elicottero, tastiere e cori pompati all’inverosimile, e neppure senza apparire come barbari assetati di sangue, creando un suono unico, che nessuno riuscirà mai a riproporre. Solo loro sapranno superarsi...

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