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Recensioni Remeber The Fallen Korn - Follow The Leader
 

Korn - Follow The Leader Korn - Follow The Leader

Korn - Follow The Leader

info

Band
Titolo
Follow The Leader
Anno
Durata
70 minuti
Nazionalità
Formazione
Jonathan Davis - Voce
Brian "Head" Welch - Chitarra
James "Munky" Shaffer - Chitarra
Reginald "Fieldy" Arvizu - Basso
David Silveria - Batteria
Tracklist
1. It's On!
2. Freak On A Leash
3. Got The Life
4. Dead Bodies Everywhere
5. Children Of The KoЯn
6. B.B.K.
7. Pretty
8. All In The Family
9. Reclaim My Place
10. Justin
11. Seed
12. Cameltosis
13. My Gift To You
14. Earache My Eye (ghost track)
Voto
8,5
Scritta da
Acidsurvivor

"Follow The Leader" del 1998 è il terzo album degli statunitensi Korn che, sotto certi aspetti, segna una svolta per la loro carriera. Se le prime due uscite erano simili, suoni duri dall'inizio alla fine, questo propone sonorità ragionate, senza perdere la pesantezza di fondo che distingue questa band da altre: il risultato si dimostra pazzesco avendo riscontri positivi di critica e pubblico, essendo poi questo platter quello con più successo commerciale (10 milioni di copie vendute nel mondo). Prodotto in 2 periodi distinti, da Steve Thompson prima e Toby Wright dopo, l'artwork è stato realizzato da Todd McFarlane (Spawn vi dice qualcosa?) ed è significativo: dei bambini seguono una bimba vestita di rosso (la leader) che gioca sull'orlo del precipizio. Abbiamo diversi ospiti, dal rapper Ice Cube in "Children Of The KoЯn", a Fred Durst dei Limp Bizkit nel pezzo "All In The Family", oltre a Tre Hardson dei Pharcyde in "Cameltosis". Il meglio però si trova in "Freak On A Leash", pieno di effetti elettronici e dallo storico video della pallottola che non crea danni, in "Dead Bodies Everywhere", brano che parla di quando Davis lavorava in obitorio con il padre, dall'intro allucinante del carillon e dal finale decisamente coinvolgente; "Justin", dedicata ad un ragazzo malato terminale di cancro che corona il sogno di vedere il quintetto di Bakersfield dal vivo. Pezzi incredibili, imponenti, carichi di energia e armonia. "Got The Life" presenza fissa da anni nelle scalette live del gruppo, ha la ritmica disco anni '70 eil ritonello "catchy". Due particolarità: le tracce partono dalla 13 alla 25 perché all'inizio ci sono 12 tracce da 5 secondi ciascuna mute, l'altra è la presenza nella bizzarra ghost track "Earache My Eye" dell'attore Cheech Marin, altro special guest, in cui canta Fieldy, Silveria suona il basso, Davis alla batteria giusto per chiudere nella follia più completa. Un platter incredibile che dimostra che a volte correre qualche rischio va bene al fine di costruire esperienza e bissare il successo.I Korn qui sono genio e sregolatezza più che mai.

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