Piaciuto il nuovo "Worship Music"? A me mica tanto, ritorno volentieri a questo Extended Play del 1991, che fotografa una band all'apice della carriera, all'indomani del faraonico e ambizioso "Persistence Of Time", inquadrabile come la versione newyorkese di "...And Justice For All". Ciò nonostante, per niente appagati, gli Anthrax si spingono ancora più avanti, intuendo le potenzialità della fusione tra metal e rap, e fondendo, di fatto istituzionalmente, questo nuovo canone Crossover che sarà poi imprescindibile per molte band a venire. Annidata tra estratti live da "Persistence Of Time" e da una paraculissima versione ballad di "N.F.L.", ribattezzata per l'occasione "N.F.B. (Dallabnikufesin), dissimulata tra divertenti cover dei Kiss ("Parasite"), Discharge ("Protest And Survive"), Trust ("Sects"), quelli di "Antisocial", e Ventures ("Pipeline"), sostenuta da una nuova versione 1991 del prototipo metal/rap "I'm The Man" e dalla sorniona "Startin' Up a Posse ", la dirompente alleanza con i Public Enemy in "Bring The Noise" è la vera perla di questo album, il landmark, il punto di non ritorno per tutte le legioni di contaminatori che vorranno, dopo gli Anthrax, approcciarsi al metal contaminato con l'hip hop e l'hardcore (per fortuna ancora non si parla di metalcore nel senso che oggi conosciamo). Ed anche il relativo videoclip è entrato nella storia, e in tutti i nostri cuori. Ironia, mosh ed headbanging. Ci sono anche degli omaggi ai S.O.D., che poi sono buona parte degli Anthrax sotto (mal)celate spoglie, e dunque non si può parlare di vere e proprie cover nel caso di "Milk (Ode To Billy)" e "Chromatic Death". Un disco all'insegna del più sgangherato e genuino divertimento, che contiene molti momenti indimenticabili per la scena thrash di New York. Un EP per certi versi assai più rivoluzionario e fondamentale di full-lenght della band quali "Fistful Of Metal" o di tutta la mandata post 1993.






