I Witchfinder General nascono a Stourbridge in Inghilterra nel 1979 e prendono parte anch'essi alla NWOBHM con un sound molto vicino Black Sabbath, e mescolando questi umori con sonorità più smaccatamente veloci e tipiche dell'heavy metal. La prima traccia "Invisible hate" ci mostra subito il loro marchio di fabbrica, stile che ricorda i suoni dell'album dei Black sabbath "Sabotage", una voce vicina a quella di Ozzy ma anche leggermente più bassa di tonalità, in classico stile Heavy Metal del tempo. Brani dell'abum come l'omonima "Death Penalty" hanno influenzato più di una band Stoner e Doom degli anni '80 e '90 dai Cathedral a Kyuss, con il suo incedere. La tumultuosa stupenda traccia "Witchfinder General", ovviamente il loro cavallo di battaglia, è il tipico brano con groove e dosi massicce di metallo pesante e voce epica e grandi passaggi lenti e fangosi. "Burning Sinner" invece riprende la velocità tipica di questi anni '80, ma invece delle chitarre taglienti in stile Iron Maiden abbiamo un axeman che potrebbe ricordare i futuri Paradise Lost di "Gothic" e "Shades Of God". L'ultimo brano di chiusura è plumbeo come il suo titolo, "R.I.P." ed è il "doom" al suo stato più puro. Il basso è accreditato ad un personaggio di pura fantasia, tale Wolfy Trope. Album ristampato nel 1996 sempre da Heavy Metal Records. Una delle band underground di culto più genuine e influenti di tutti gli anni ottanta, anche se lo spettro dei Sabbath li soverchia completamente.






