Altra ristampa (e rimasterizzazione) per la My Graveyard Prod. dopo il debutto "Queen Of Thieves" del 1987 (con annesso demo dei Prowler, ovvero la formazione proto-Taramis). Al solito, packaging curatissimo, con booklet, testi, 3 bonus tracks ed il videoclip di "Dreaming" (...ma perché Harris e Southby sono conciati come due Hari Krishna??). Trattasi proprio della opener song del platter, e la sensazione è quella di trovarsi subito davanti al terzo full-lenght mai pubblicato dagli avantgarde thrashers Watchtower, o magari a un lotto di tracce strappate a qualche songbook segreto dei Queensryche (debitamente appesantito). I vocalismi di Shane (Joel) Southby sono "high pitched", come si dice in gergo, ovvero altissimi e acuti, il basso gode di un certo protagonismo nel suo dipanare le trame ritmiche, andando molto al di là del mero accompagnamento. Le pelli faticano non poco nel rimanere al passo, attraverso spigolose irregolarità, e le sei corde di Larin hanno campo libero per sognare senza rimanere intrappolate nello schematismo delle strofe. "Schematismo" in effetti è il termine più lontano dal songwriting dei Taramis, costantemente intenti a travasare note dal thrash al metal al prog. Fino addirittura ai break boogie-jazz della strumentale "Jigaboo Boogie". Per certi versi un album più maturo del precedente, come era lecito aspettarsi. Ciononostante l'avventura dei Taramis, discograficamente parlando, terminò in quel 1991 e a noi tapini non rimase che essere ammorbati da tonnellate di flanella nichilista e alternativi piagnucoloni.






