Caos calmo .... non quello di Moretti e Veronesi (per carità!) ma la perfetta definizione per Yendri. Impossibile non pensare altrimenti dopo aver ascoltato ad esempio la bellissima "Nayaara". Sofferenza sintetica, disturbi emotivi, nera pece dell'anima; se le sorelle Bronte avessero potuto creare musica elettronica avrebbero scritto questo album (... e Mr. Rochester sarebbe andato a prendersela in quel posto!). La Mental Ulcer Forges del secondo Ratzinger più famoso del mondo (Rudy dei :Wumpscut) si è assicurata il patrocinio del sesto album della misteriosa e criptica artista di Amburgo. Ciò che continua a colpirmi di Yendri è l'assoluta facilità e semplicità con la quale è in grado di creare e disporre di sonorità del tutto personali, specifiche, davvero alternative a quello che propone la scena electro, inflazionata per definizione. Ogni album di Yendri ci trasporta in un mondo tutto proprio, distinto dal resto, ed è impossibile non rimanerne affascinati. Paesaggi eleganti eppure dolorosi, nei quali cieli plumbei soffocano la timida ascesa di qualsivoglia speranza. Rispetto agli esordi il sound è meno ruvido, spigoloso e respingente, ma morbidezza ed eleganza non garantiranno alcuna salvezza nel deserto di solitudine plasmato da Yendri. "Il malfunzionamento è ciò che nessuno desidera si verifichi, ma è anche l'unica cosa che spinge verso l'evoluzione: se ogni tentativo si rivelasse un successo, non ci sarebbe ragione per cercare di migliorare alcunché" (Ipse dixit Yendri).






