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Recensioni Novità Magellan - Innocent God
 

Magellan - Innocent God Magellan - Innocent God

Magellan - Innocent God

info

Titolo
innocent God
Anno
Durata
45 minuti
Nazionalità
Voto
7
Scritta da
Smaz

Questo settimo CD degli americani Magellan, band che ruota intorno ai due fratelli Gardner, esce a ben due anni di distanza da "Symphony For A Misanthrope", e quasi quindici dal capolavoro "Impending Ascension", ed in tutti questi anni il loro sound ha sempre subito cambiamenti, ma mai con in questo “Innocent God”. Gli unici punti fermi rimangono la destrezza dei due fratelli nel suonare gli strumenti, e soprattutto la meravigliosa, espressiva ed emozionante voce di Trent. Parlo di cambiamenti, e vediamo quali. Prima di tutto, nelle songs, che sono più accessibili, più immediate, e poi negli arrangiamenti, dove a volte il progressive sconfina nel puro pop, per capirci come fecero gli Yes con “Owner Of The Lonely Heart”. Certo, gli echi dei Genesis, Yes, e Jethro Tull sono sempre presenti (se avete l’occasione di ascoltare “Aqualung” interpretata dai Magellan nell’album tributo ai Jethro Tull edito da Magna Carta, capirete quanto i progsters Americani siano devoti a loro). Comunque come si dice, in ogni cambiamento c’è una crescita, però non è detto che sia immediata, nel senso che la musica proposta non mi convince del tutto e per emozionarmi devo aspettare il quarto brano, “Found”, dove delle percussioni tribali introducono Trent che con la sua voce si avvicina molto alle corde vocali di Peter Gabriel; poi il pezzo cresce e diventa molto forte con passaggi rock che creano una cornice perfetta con la bellissima melodia della linea vocale. Ma veniamo ai brani. Si parte con “Invisible Bright Man”, pezzo che suona molto elettronico, e che probabilmente è uno dei più commerciali mai scritti dalla band; niente di particolare, però è una buona canzone. Già con la seconda “My Warrior” le cose migliorano, in quanto in questo pezzo le tastiere fanno la loro parte. Ed ai più attenti non sfuggirà una certa somiglianza con lo stile Kansas. La drum machine introduce la title track, “Innocent God” pezzo che sinceramente mi lascia un po’ perplesso, vuoi anche la somiglianza della canzone con il periodo Genesis post “Abacab”. Il brano è lungo, monotono e non riesce a decollare. Di “Found” ho già parlato, ma rammentarla non fa certo male. “Who To Believe” è una ballata voce e pianoforte, e qui l’interpretazione di Trent è magistrale, evocativa ed emozionante. La strumentale “Sea Of Detail” vede i due fratelli dividersi la scena con assoli chitarra/tastiera, il tutto dentro un’atmosfera dark, molto cupa. La sorpresa è nella finale “Slow Burn” brano molto rock’n’roll letto naturalmente in chiave Magellan. Questo è “Innocent God”, secondo me un buon disco, ma dai Magellan c’è da aspettarsi di più. Segnalo inoltre la copertina molto accattivante, la buona registrazione, e che il CD è venduto solo tramite internet. Brano Migliore”Found”. Brano Peggiore: “Innocent God”.

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