Nuovo capitolo dell'intensa attività della Metal Scrap Records, label ucraina che stà lanciando sul mercato un numero considerevole di band, molto variegate dal punto di vista stilistico, anche se sempre e comunque (ovviamente) legate al metal. Questa volta è il turno dei siberiani Tarantulo, qui alla prima release ufficiale. I quattro sono autori di un southern rock metal di pregevole fattura, debitore tanto i maestri del genere Pantera, quanto ai nomi di punta attuali del genere come Lamb Of God e tutto il nuovo filone groove metal, mescolandolo a sludge a thrash. La voce sgraziata del singer Dmitry è estremamente adatta alla scopo, distendendosi rabbiosa su 'tappeti' dai forti richiami southern, intramezzati da flash acustici che non scadono nel mielenso o nel ridicolo. La melodia all'intero del lavoro è molto ben calibrata, sia che si tratti di un assolo che di un arpeggio ("Go In The Fucking Hell" ne è esempio perfetto). Tra i punti deboli del disco c'è l'inevitabile monotonia che inizia a cogliere l'ascoltatore col passare delle tracce, tutte un pò troppo ancorate e allineate agli stilemi classici del genere, complice anche la durata eccessiva di alcuni brani che al proprio interno presentano sotanto il ripetersi ciclico della stessa struttura. Escludendo la scarsa fantasia compositiva della band, che per alcuni potrebbe non essere un tallone d'Achille, la band rimane comunque interessante, soprattutto per gli amanti del genere. Da parte mia avrei forse preferito un ep o un full di sei o sette canzoni, per concentrare meglio le idee della band senza esasperarle. Promossi, ma attesi al varco del secondo album con la speranza di un pizzico di personalità in più.






