Ho controllato bene il calendario, e dice 2012, sono sicuro; eppure avviato il dischetto dei Dragony ho avuto la convinzione di essere in un altro tempo, un'altra epoca, nella quale dragoni sputafuoco solcavano i cieli, belle dame gridavano "aita!" dagli alti torrioni dei castelli di neri signori del caos, e scintillanti cavalieri abbattevano mostri e creature tenebrose a colpi di spada (pure matita, scheda e dado a 20 facce magari!). O forse, più prosaicamente, pareva di essere all'alba dei '90s, quando Kai Hansen pubblicava i primi album dei suoi Gamma Ray, proprio con quello Scheepers alla voce che qui ritroviamo ospite sulla opening track "Burning Slies". I Dragony da Vienna non si fanno remore nel ri-proporci un sound che ha schiantato i cuori di parecchi metallers qualche lustro addietro, quel power metal dal taglio marcatamente fantasy e sinfonico che tanta presa ha avuto anche e soprattutto in Italia. Nelle photo-sessions i Dragony si presentano addobbati a dovere, come personaggi di Dungeons & Dragons, nulla di nuovo, ne conosciamo di "bardi" che amano il metal (e che poi si sono fatti tentare dalle orchestrazioni pompose). Gli austriaci pescano a piene mani da band quali Stormwitch, Nocturnal Rites (1995 - 1999), Helloween, Gamma Ray, Avantasia, Angra, Storyteller; tuttavia si differenziano in egual misura da filoni "paralleli" come ad esempio quello degli Hammerfall (assai più elementari e bombastici) o degli Stratovarius (ben più laccati e impomatati). Nonostante la derivazione estremamente riconoscibile del sound dei Dragony, il loro operato riesce ugualmente a risultare genuino, fresco e accattivante, forse semplicemente perché i ragazzi ci credono davvero (e azzeccano il songwriting giusto). Certo, oggi come oggi non mi sentirei di consigliare spassionatamente un disco del genere a tutti i metalkid, ma sono certo che, nascosto in qualche labirintico sotterraneo appena rischiarato dalle candele, un manipolo di druidi, chierici, paladini, stregoni e guerrieri stava aspettando un disco come questo. Pubblicato in modo indipendente nel 2011, viene ora riproposto da Limb Music, mixing ad opera di Mika Jussila (Finnvox Studios).






