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Dragony - Legends Dragony - Legends

Dragony - Legends

info

Titolo
Legends
Durata
52 minuti
Nazionalità
Formazione
Siegfried Samer - Voce
Andreas Poppernitsch - Chitarra
Daniel Stockinger - Chitarra
Georg Lorenz - Tastiere
Herbert Glos - Basso
Frederic Brünner - Batteria

Guests musicians:
Tom Tieber (Ecliptica)
Katie Joanne (Siren's Cry)
Ralf Scheepers (Primal Fear)
Fear,
Tracklist
1. Of Legends...
2. Burning Skies
3. Land Of Broken Dreams
4. Dragonslayer
5. Wings On The Night
6. Vaults Of Heaven
7. The Longest Night
8. Hero’s Return
9. The Ride
10. Alcador
Voto
7
Scritta da
Psychotron

Ho controllato bene il calendario, e dice 2012, sono sicuro; eppure avviato il dischetto dei Dragony ho avuto la convinzione di essere in un altro tempo, un'altra epoca, nella quale dragoni sputafuoco solcavano i cieli, belle dame gridavano "aita!" dagli alti torrioni dei castelli di neri signori del caos, e scintillanti cavalieri abbattevano mostri e creature tenebrose a colpi di spada (pure matita, scheda e dado a 20 facce magari!). O forse, più prosaicamente, pareva di essere all'alba dei '90s, quando Kai Hansen pubblicava i primi album dei suoi Gamma Ray, proprio con quello Scheepers alla voce che qui ritroviamo ospite sulla opening track "Burning Slies". I Dragony da Vienna non si fanno remore nel ri-proporci un sound che ha schiantato i cuori di parecchi metallers qualche lustro addietro, quel power metal dal taglio marcatamente fantasy e sinfonico che tanta presa ha avuto anche e soprattutto in Italia. Nelle photo-sessions i Dragony si presentano addobbati a dovere, come personaggi di Dungeons & Dragons, nulla di nuovo, ne conosciamo di "bardi" che amano il metal (e che poi si sono fatti tentare dalle orchestrazioni pompose). Gli austriaci pescano a piene mani da band quali Stormwitch, Nocturnal Rites (1995 - 1999), Helloween, Gamma Ray, Avantasia, Angra, Storyteller; tuttavia si differenziano in egual misura da filoni "paralleli" come ad esempio quello degli Hammerfall (assai più elementari e bombastici) o degli Stratovarius (ben più laccati e impomatati). Nonostante la derivazione estremamente riconoscibile del sound dei Dragony, il loro operato riesce ugualmente a risultare genuino, fresco e accattivante, forse semplicemente perché i ragazzi ci credono davvero (e azzeccano il songwriting giusto). Certo, oggi come oggi non mi sentirei di consigliare spassionatamente un disco del genere a tutti i metalkid, ma sono certo che, nascosto in qualche labirintico sotterraneo appena rischiarato dalle candele, un manipolo di druidi, chierici, paladini, stregoni e guerrieri stava aspettando un disco come questo. Pubblicato in modo indipendente nel 2011, viene ora riproposto da Limb Music, mixing ad opera di Mika Jussila (Finnvox Studios).

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