Avevo già sentito parlare dei Bury Tomorrow per la loro release su Basick Records nel 2009 ("Portraits") ma, musicalmente parlando, è effettivamente la prima volta che mi avvicino al loro materiale. I cinque inglesi sono definiti dai più metalcore, anche se effettivamente la parte melodica gioca un ruolo molto più preponderante di quella prettamente metal. Facendo riferimento a questo "The Union Of Crowns", concept incentrato sul mondo medievale, che ha consentito alla band di esordire su Nuclear Blast, quello che salta subito all'orecchio è l'abbondante quantità di clean vocals, peraltro di pregevole fattura, inframezzate da growl molto alla Parkway Drive. Ciò che davvero penalizza il lavoro però è quanto segue: la struttura-canzone dei Bury Tomorrow si estingue semplicemente con parti "aperte" dove la voce pulita trova ampiamente spazio, e qualche intermezzo basato sui breakdown su cui si staglia il growl. Fine. Mentre una singola canzone, magari all'interno di una compilation, potrebbe far alzare lo sguardo all'ascoltatore ed indurlo ad andarsi a vedere il nome della band, un'intero full lenght diventa sinceramente troppo per una band che, a tratti, dimostra di avere ancora meno idee dei "manovali" del metalcore Caliban. La cosa preoccupante è che se questo disco fosse uscito nel 2005, anno clou del metalcore, probabilmente sarebbe passato in secondo piano rispetto a molte altre releases. Poche idee, poco da dire, e forse troppe tracce in cui dimostrarlo.






