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Mr. Gil - I Want You To Get Back Home Mr. Gil - I Want You To Get Back Home

Mr. Gil - I Want You To Get Back Home

info

Titolo
I Want You To Get Back Home
Anno
Durata
45 minuti
Nazionalità
Formazione
Mirek Gil - guitars
Konrad Wantrych - piano, backing vocals
Paulina Druch - cello
Karol Wróblewski - vocals
Tracklist
1. Time (It’s Not The End)
2. Our Shoes
3. In Your Heart
4. Find Me
5. Change Your Name
6. Fix My Arms
7. Start Again
8. Goodnight
9. Come Home
Voto
5
Scritta da
Elio F

Il progetto Mr Gil, fondato da Mirek Gil, chitarrista dei Believe, ex-Collage, conferma di aver acquisito una certa continuità, pubblicando il quarto album con questo moniker (il terzo dal 2009), frutto di una line-up ormai stabile e consolidata, che conferma la presenza assieme a Gil di due suoi compagni nei Believe, Wantrych e Wróblewski, nonché di Paulina Druch al violoncello. Diciamo che, in generale, le canzoni che compongono “I Want You To Get Back Home” si presentano perlopiù come delle ballate pianistiche molto dolci e delicate, alle quali fanno da contorno il cantato molto soffuso, a tratti quasi sussurrato di Wróblewski e le atmosfere create dal violoncello della Druch. La chitarra assume un ruolo quasi marginale, di mero complemento, salvo qualche brano dove ha maggiore visibilità, come in “Find Me”. “I Want You To Get Back Home” è, per la verità, un disco che però suscita non poche perplessità: il problema è che i Mr Gil non sembrano volersi discostare da una precisa impostazione di fondo, caratterizzata da tempi sempre molto lenti, voci soffuse, chitarra e violoncello sin troppo delicati, il piano di Wantrych che, pur essendo principale protagonista del disco, rimane sempre poco più che un romantico e dolce accompagnamento. Mai un sussulto, mai un crescendo, mai un cambio di tempo, mai una concessione all’estro o alla fantasia, mai neppure un andamento che vada sull’allegro o sul vivace: appare difficilmente condivisibile l’idea di realizzare un intero disco basato esclusivamente su tracce con andamenti che siano piuttosto adagio o lento, per giunta anche mediamente alquanto lunghe. Quando si arriva all’ottava traccia, intitolata “Goodnight”, è già probabile che l’ascoltatore si sia già addormentato da tempo. Peccato, perché presi singolarmente diversi brani riescono ad essere gradevoli e persino emozionanti (menzioniamo, ad esempio, belle canzoni come “Time”, “Our Shoes”, la già citata “Find Me” e “Start Again”), ma una tracklist così concepita finisce per appesantire eccessivamente l’ascolto. Forse l’idea della band era quella di realizzare qualcosa che si avvicinasse alla musica da camera ma, visti i risultati, potrebbe semmai costituire una valida alternativa per chi cerchi qualcosa al posto delle solite ninne-nanne per fare addormentare dolcemente i bambini.

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